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Genova, camera del lavoro e Fillea Cgil: rilanciare il settore delle costruzioni

Genova. Si è svolto oggi l’incontro pubblico dal titolo “Rilanciare il settore delle Costruzioni: occupazione, trasparenza e legalità nel sistema degli appalti, qualità dei diritti”, organizzato dalla Camera del Lavoro di Genova e da Fillea Cgil. Temi di discussione le problematiche del comparto, la questione della legalità nella distribuzione degli appalti, anche in relazione al fenomeno delle gare al ribasso e la necessità di leggi regionali che regolino l’avvio della realizzazione delle grandi opere e la legalità nel settore delle costruzioni.

Ha aperto i lavori della conferenza la relazione di Silvano Chiantia, segretario Generale Fillea Cgil di Genova. All’incontro hanno partecipato l’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Genova Mario Margini, il Presidente della Provincia di Genova Alessandro Repetto, il magistrato Anna Canepa, il vice Presidente Ance Genova Antonio Granello, l’Assessore alle Politiche abitative ed Edilizia della Regione Liguria Giovanni Boitano e Gianni Pastorino Segretario Fp Cgil Genova; le conclusioni sono state affidate al Segretario Generale della Camera del Lavoro Metropolitana di Genova Walter Fabiocchi.

Mettere a confronto le proposte di Cgil e Fillea con imprese e istituzioni, per ridare respiro al settore delle costruzioni danneggiato dalla crisi. Questo l’obiettivo del convegno e una delle necessità sottolineate da Silvano Chiantia nella sua relazione di apertura: “Si chiede alla Regione Liguria di emanare una legge regionale – così come avverrà in Piemonte per la Torino Lione – per favorire la realizzazione delle grandi opere con l’apporto delle imprese locali con effetti diretti sul rilancio del tessuto dell’economia locale”. Chiantia ha poi evidenziato la necessità di una collaborazione concreta tra istituzioni e imprese locali che può avvalersi dell’esempio di esperienze già realizzate sul territorio europeo.

Anche riguardo alla questione della legalità la Cgil ha sottolineato alcune gravi problematiche e proposto delle soluzioni. “Preoccupante è infatti il fenomeno degli appalti al ribasso che rischia di scardinare il sistema d’impresa, da un lato favorendo un terreno fertile alle infiltrazioni malavitose e dall’altro danneggiando il futuro delle imprese sane che senza un intervento regolativo e controlli efficaci – spiegano – rischiano di vedere il mercato cannibalizzato da imprese illegali ed irregolari. Del bisogno di maggiori regolamentazioni ha parlato il segretario generale Cgil di Genova Walter Fabiocchi, esponendo la proposta della CGIL di un Patto per la Legalità: “La sottoscrizione di un patto di legalità fra tutti i soggetti protagonisti del settore per definire una griglia di proposte utili a prevenire le infiltrazioni mafiose nel sistema degli appalti è oggi una necessità impellente. Tale patto deve veder protagonisti la Prefettura, gli Enti committenti, i sindacati e le Associazioni Imprenditoriali e deve poter garantire un controllo dinamico degli appalti e in modo specifico per le grandi opere”.

“Un patto i cui contenuti siano ben definiti, che vada a colpire i meccanismi che permettono lo sfruttamento dei lavoratori e il lavoro nero e che garantisca una maggiore equità nella distribuzione degli appalti. In sintesi occorre un patto per la legalità che funzioni e che deve far applicare subito quanto previsto dalla Legge 136/2010 in particolare sui conti correnti dedicati per seguire la tracciabilità di tutti i pagamenti inerenti l’appalto e deve prevedere cartellini di riconoscimento per tutti i dipendenti – continua – Deve poi far riconoscere il caporalato come reato e produrre una normativa più cogente per un contrasto più energico al lavoro nero e al falso lavoro autonomo. Il pagamento di tutti i lavoratori deve essere fatto attraverso forme di cui è possibile avere la rintracciabilità (ad esempio bonifici bancari con la motivazione del pagamento). Un patto, quindi, che riguardi le normative, gli strumenti di controllo ed una maggiore trasparenza nelle imprese ad iniziare dalla creazione di un Osservatorio di monitoraggio presso la Prefettura. Solo attraverso delle regole precise e trasparenti, e attraverso una collaborazione concreta tra imprese, sindacati e istituzioni è possibile pensare ad un rilancio del settore delle costruzioni nella nostra città”.