Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Genova, bancarotta fraudolenta: sgominato sodalizio criminale

Genova. La tributaria di Genova è riuscita a sgominare una banda di criminali, colpevoli dei reati di bancarotta fraudolenta ai danni delle Stato e di una banca. Da quanto emerso, la truffa andava avanti da anni e coninvolgeva anche una serie di società satellite minori. I finanzieri, al termine di complesse indagini, hanno denunciato 6 persone, responsabili, a vario titolo, di reati societari, fallimentari, tributari e contro l’ordine pubblico economico ai danni dello Stato e di una filiale genovese di un primario istituto bancario.

L’indagine, iniziata nell’ottobre del 2009, ha consentito di sgominare il sodalizio criminale colpevole di bancarotta fraudolenta, per l’importo di 1.900.000 euro, realizzato anche mediante l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, per un imponibile complessivo di 753.240,73 euro. Ovviamente  falsa anche la dichiarazione dei redditi, per un imponibile documentato da fatture per operazioni inesistenti di 747.986 euro e a completare il quadro della situazione non poteva mancare il falso in bilancio per l’importo complessivo di 1.531.401,90 euro.

Il sistematico, scientifico e capillare drenaggio di risorse, finanziarie e non, dalla società, anche attraverso fittizi rapporti commerciali con altre 4 società, con sede e operanti in Liguria, in Puglia e in Piemonte, ma pur sempre riconducibili allo stesso sodalizio criminale, è potuto andare avanti per anni sia in ragione dell’apparente situazione di equilibrio di bilancio, sia in virtù delle iniezioni di liquidità, ottenute mediante la produzione di documentazione contabile falsa, derivanti da aperture di credito ottenute da istituti bancari e da finanziamenti pubblici.

Con specifico riguardo al delitto di truffa aggravata ai danni dello Stato per il conseguimento di erogazione pubbliche, in relazione a due finanziamenti, concessi nell’ambito di un piano di sviluppo economico territoriale per la Regione Puglia e solo parzialmente erogati, per l’importo complessivo di 3.650.000,00 euro, l’attività investigativa ha consentito di accertare che i documenti giustificativi delle spese teoricamente sostenute erano incompleti e irregolari, in alcuni casi, e addirittura completamente falsi, in altri. In particolare, è stato constatato che la società, che aveva richiesto ed ottenuto il finanziamento, aveva giustificato le spese coperte dal contributo pubblico presentando fatture, emesse da altre società della cerchia criminale, che sono risultate false anche perché mai pagate.