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Fusione Ist-San Martino: garantiti fondi e autonomia dell’istituto di ricerca

Genova. Massimo Casciello, sul disegno di legge per l’accorpamento di Ist e San Martino, ha dichairato: “Fondamentale garantire ai pazienti la messa in rete di tutti i servizi di Ist e San Martino e si va verso una revisione della proposta di legge perché quella in discussione è troppo conservativa”.

Anche con la fusione fra Ist e San Martino i fondi ministeriali per la ricerca sarebbero garantiti e per i precari non cambierebbe nulla. Lo ha detto questa mattina il direttore generale del ministero della Salute Massimo Casciello, durante l’audizione nella terza Commissione salute e sicurezza sociale sul disegno di legge che consente l’accorpamento delle attività oncologiche dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Martino e dell’Istituto Tumori.

“Il disegno di legge oggi sul tappeto è troppo conservativo – ha detto Casciello, all’udendo al ddl – ci possono essere varie ipotesi per mettere a sistema un istituto storico e riconosciuto come l’Ist, un’azienda ospedaliera estesa e importante come il San Martino e l’Università, salvaguardando l’autonomia giuridica dell’istituto di ricerca”. Cascello ha spiegato che a suo parere, pur mantenendo in evidenza il marchio Ist, che è conosciuto e apprezzato, si può scegliere la strada della fusione, quella della creazione di una struttura nuova, quella della fondazione.

“Chi decide è la Regione, ma la cosa più importante è garantire ai pazienti continuità assistenziale in una struttura che metta in rete i vari servizi, che sia capace di affrontare tutti i problemi della patologia oncologica accompagnando, a partire da un centro di accoglienza degno di questo nome, il paziente nelle varie fasi della terapia. Al di là della soluzione scelta i fondi per l’oncologia resteranno ed è pronta per il nuovo soggetto che si deciderà di creare la qualifica di Irrs”.

Anche il San Martino, secondo Casciello, necessita di riorganizzazione, quindi “è lecito che la Regione tenti di mettere in rete l’esperienza dell’Ist con una struttura di grandi dimensioni e dotata di grandi professionalità come il San Martino. Il riconoscimento ministeriale di istituto di ricerca dell’Ist è scaduto e non lo abbiamo ancora rinnovato, in attesa di vedere cosa farà la Regione. Per quanto riguarda l’apertura di un secondo centro oncologico al Galliera, il direttore del Ministero ha detto che avrebbe senso se orientato ad una specializzazione”. Per quanto riguarda il personale precario non ci sono novità: “La situazione – ha detto – resta immutata”.

Il presidente della commissione Stefano Quaini (Idv) ha ribadito: “I fondi ministeriali per la ricerca sono garantiti e l’autonomia dell’Ist sarà salvaguardata  e il disegno di legge attualmente in commissione li avrebbe comunque garantiti. L’assessorato  ha lavorato in buona fede e porterà nuovamente il disegno di legge all’attenzione della Giunta per migliorarlo”.

“Ad una mia precisa domanda sull’utilità del progetto di legge presentato dalla Giunta regionale – spiega Roberto Bagnasco, vicepresidente della Commissione, Pdl – il dottor Casciello ha risposto: non porta grossi vantaggi. In questa affermazione, che condivido pienamente, c’è l’inutilità di proseguire su una strada che non porta a concreti risultati economici né tantomeno sanitari. Rilancio quindi la proposta di rivedere senza preclusioni la legge in oggetto. Il Popolo della libertà è pronto a farlo senza pregiudizi di alcun genere”.