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Frane e alluvioni minacciano l’Italia: 6 mila scuole e 531 ospedali a rischio

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Sono 9.000 i morti “per frana” e “per alluvioni” negli ultimi 60 anni in Italia. Numeri da ‘guerra’ che vedono nel periodo 1950-2008, da Nord a Sud, 6380 vittime (morti, dispersi, feriti) per smottamenti, e almeno 2699 vittime di inondazioni. Questo il triste bilancio raccolto nel catalogo realizzato dall’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Irpi), unico per completezza e copertura temporale.

Le regioni più esposte al rischio da frana per la popolazione sono state Trentino Alto Adige, Campania, la Sicilia, e Piemonte. Sul fronte inondazione, le regioni più esposte al rischio per la popolazione sono state il Piemonte, la Campania, la Toscana, e la Calabria. In base a un recente rapporto del Consiglio nazionale dei geologi in collaborazione con il Cresme, le aree ad elevata criticità idrogeologica rappresentano il 10% della superficie italiana e riguardano l’89% dei Comuni. Secondo lo stesso studio sono circa 6 milioni gli italiani che abitano nei 29.500 chilometri quadrati del nostro territorio considerati ad “elevato rischio idrogeologico”, ovvero dove eventi naturali possono determinare effetti nefasti per cose e persone quando interferiscono con la sfera delle attività umane.

In Italia, precisa lo studio, 1.260.000 edifici sono “a rischio frane e alluvioni”. Di questi oltre 6 mila sono scuole, mentre gli ospedali sono 531, secondo un’elaborazione su dati Istat 2010 e ministero dell’Ambiente 2008. Sul fronte dei costi dell’emergenza, secondo un’elaborazione di Legambiente, oltre 238 milioni di euro sono serviti per tamponare i danni delle principali emergenze idrogeologiche solo nell’ultimo anno. Ma l’associazione mette in evidenza che con un milione e mezzo di euro si possono portare a termine sette tipologie diverse di interventi di prevenzione.