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Fincantieri, proclamato lo sciopero: “Se non si trovano soluzioni, il cantiere chiude”

Genova. Dopo la richiesta di un tavolo nazionale esclusivo per lo stabilimento genovese, i lavoratori Fincantieri di Sestri Ponente hanno stabilito 4 ore di sciopero lunedì 6 dicembre, dalle 8 alle 12, con manifestazione in Prefettura. “Chiederemo al Prefetto – spiega Bruno Manganaro, segreteria Fiom – non solo di fare pressioni al Governo per ottenere le commesse pubbliche, ma un incontro sul caso Genova, in particolare sul ribaltamento a mare, su cui c’è un accordo di programma, firmato dalle Amministrazioni locali e da Fincantieri. Ribaltamento a mare vuol dire creare le condizioni essenziali per lo sviluppo del cantiere: abbiamo fortemente bisogno che questo strumento vada avanti”.

All’orizzonte, però, c’è sempre la cassa integrazione e lo spettro, ancora peggiore, dei licenziamenti. “Il cantiere di Sestri Ponente ha lavoro fino a marzo 2012, da gennaio, cioè, inizierà una cassa integrazione lunga per tutto il 2011 e il 2012. Se poi non si trovassero soluzioni, resterebbero solo i licenziamenti. Vuol dire che il piano segreto di Fincantieri, diventato poi pubblico con i giornali, diventerebbe concreto e i cantieri verrebbero chiusi. Il Governo, azionista unico di Fincantieri, a questo punto deve dirci qual’è l’alternativa, altrimenti lotteremo per difendere Sestri Ponente.

Quanto all’ipotesi di uno spostamento a Monfalcone: “Il rischio non è il trasferimento del cantiere – conclude il sindacalista – ma se il ribaltamento a mare non viene strutturato adeguatamente, le grandi navi da crocera non si potranno costruire: non si potrà sfruttare, cioè, una delle poche occasioni che il mercato offre”.