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Fincantieri, Chiesa: “Lo stabilimento di Riva Trigoso rischia di pagare più di altri”

Sestri Levante. “Nel rammaricarmi per non essere stato invitato alla riunione di lunedì scorso presso il Comune di Sestri Levante, colgo l’occasione di riconfermare il mio impegno teso alla salvaguardia dell’attività produttiva e del posto di lavoro dei dipendenti del Cantiere di Riva Trigoso – ha fatto sapere in una nota scritta il consigliere del Gruppo misto in Regione, Ezio Chiesa – Lo stabilimento rivano rischia, a causa dei progetti di ristrutturazione previsti da Fincantieri, di essere l’anello debole della cantieristica ligure e potrebbe pagare più di altri la crisi in atto. Già nella precedente legislatura ho chiesto che all’interno del cantiere sia garantito il funzionamento di quelle strutture indispensabili per la sicurezza dei lavoratori e permettere allo stabilimento di essere competitivo per riuscire a far fronte alle commesse.

In questi anni i segnali negativi sono stati numerosi: gru ferme dal 2008, parti di scafi appaltati in altri stabilimenti, ditte esterne che finiscono per essere poste in concorrenza tra di loro favorendo il lavoro esterno e il precariato a scapito della professionalità e esperienza. Elementi che aggiunti alla mancanza del rinnovo di turn over della forza lavoro – ha concluso Ezio Chiesa – insieme alla carenza di investimenti, porta a impoverire la professionalità delle maestranze e a compromettere il futuro stesso del cantiere navale di Riva Trigoso”.