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Crisi di Governo, l’ex viceministro Urso: “L’ipotesi di Berlusconi? Ridicola”

Genova. Il suo primo giorno da vice ministro dimissionario, Adolfo Urso, lo trascorre prima in Lombardia, a Milano, e poi in Liguria, in visita alla neo nata sede genovese di Fli, battezzata quasi un mese fa dall’onorevole Italo Bocchino. Verso sera invece partirà alla volta di Imperia, feudo dell’ex ministro Scajola. “E non è un caso – dice Urso – Siamo qui per prepararci all’assemblea costituente che si terrà proprio nel nord italia, a Milano, il 15 e 16 gennaio, dove aspetteremo decine di migliaia di fan, ancora di più degli amici venuti a Perugia a seguire questo nuovo soggetto politico che rappresenta un centro destra moderno, aperto, inclusivo, tollerante e riformista. Quello che il Pdl avrebbe dovuto essere e, invece, non è stato”.

Ma le stoccate contro i vecchi ex amici di partito sono solo all’inizio. Incalzato dalle domande sull’ipotesi lanciata da Berlusconi di sciogliere la sola Camera, il coordinatore nazionale Fli, nel rispondere non usa i guanti di seta: “Con rispetto parlando, l’ipotesi è assurda, controproducente e ridicola. E’ già accaduto che, negli anni Cinquanta, il Senato fosse sciolto prima, ma solo perchè, allora, i due rami avevano durate differenti e si fece in modo di votare entrambe lo stesso giorno. Qui invece si propone il contrario, in pratica è una sciocchezza”.

A chi rimarrà in mano il cerino della crisi, ancora non si sa, ma l’ex sottosegretario all’economia, Urso, traccia il suo scenario a marchio Fli: “Noi abbiamo fatto una proposta chiara: un nuovo governo con una maggioranza più larga, che comprenda di nuovo l’Udc, una forza politica che, non dimentichiamolo, fa parte come noi del partito popolare europeo. In questo modo rafforziamo il bipolarismo, proponendo agli italiani un rinnovato programma sociale economico che permetta di passare velocemente da una fase di emergenza a una di sviluppo. Fin’ora non abbiamo ricevuto nessuna risposta. Fra poche ore si terrà un vertice Pdl-Lega, come al solito ad Arcore, vedremo se la risposta sarà positiva”.

Il capo del nuovo Governo, a quanto dice Urso, sarebbe sempre Silvio Berlusconi, “magari sollecitato da Maroni o da altri ministri in carica che si sono dichiarati disponibili ad aprire all’Udc. Speriamo prevalga la ragione nei nostri alleati – continua Urso – altrimenti approveremo la legge di stabilità, sia alla Camera sia al Senato, perchè noi abbiamo un forte senso dello stato e non vogliamo consegnare l’Italia in pasto agli speculatori, e dopo di che valuteremo, alla luce del sole, in maniera trasparente, cosa fare in Parlamento. Se Berlusconi dovesse tirarsi indietro, accetteremmo altre illustri personalità del centro destra, come Gianni Letta, Tremonti, Alfano, Maroni. Ma, se alla fine, altri non avranno il coraggio di assumersi le proprie responsabilità – conclude Urso – allora noi ci assuremo le nostre”.