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Cileno ucciso allo Zapata: due imputati negano appartenenza a bande

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Genova. “Abbiamo partecipato alla rissa, ma nessuna appartenenza a bande”. Si sono difesi così, davanti al gip, Massimo Cusatti, Jonathan Retamal Soto e Dany Segura Garcia, due degli otto latinoamericani arrestati venerdì scorso dalla Polizia genovese nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio del giovane 17 enne cileno, Stefano Edoardo Perez Soto, ucciso a coltellate il 20 dicembre 2009 nel centro sociale Zapata. Gli altri sei ragazzi accusati di rissa aggravata, saranno invece ascoltati venerdì prossimo.

Per loro, il giudice per le indagini preliminari aveva disposto gli arresti domiciliari e l’obbligo di dimora. Verrà sentito invece per rogatoria, Riber Castillo Gonzales, ecuadoriano di 23 anni, arrestato sabato a Perugia. “Lo scontro – ha detto il Gip, che ritiene probabile una sorta di premeditazione e non una legittima difesa – è stato considerato da entrambi i gruppi come un ‘chiarimento’ i cui violenti sviluppi si sono rivelati tutt’altro che estemporanei, in quanto affondano le radici nella stessa ‘ragione sociale’ delle bande, connotate dal fine di instaurare la propria supremazia fisica sugli avversari, tenuti viceversa al ‘rispetto’: una logica in cui il ricorso alla violenza è l’unica forma possibile di comunicazione tra rivali”