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Bimba morì dopo aver ingerito una pila: a breve i nomi degli indagati

Genova. Sulla morte della piccola Alice, la bimba morta nel giugno scorso per una emoraggia all’ospedale Gaslini, dopo aver ingerito una mini pila, il pm già nei prossimi giorni potrà iscrivere i primi nomi sul registro degli indagati. La perizia del medico legale evidenzia “difetti di prudenza nell’aver sottovalutato la gravità dei sintomi presentati sin dall’inizio, dal momento dell’arrivo di Alice all’ospedale Graslini. La piccola era stata dapprima ricoverata in codice giallo, poi nel pomeriggio le sue condizioni erano peggiorate tanto da spingere i medici ad operarla d’urgenza. Ma la bimba entrò in coma prima dell’operazione e morì.

“La sottovalutazione – osserva il medico legale – ha indebitamente differito esami strumentali e procedure diagnostiche che avrebbero di certo consentito in tempi corretti, ovvero tra le 11 e le 13 di quella mattina, un esatto inquadramento del caso e quindi consentito di procedere alle necessarie terapie prima dell’aggravarsi del quadro clinico alle 16,40. Vista la particolarità e gravità del quadro anatomo-patologico venutosi a creare dalla prolungata presenza della mini-pila nell’esofago della bimba (che si può ritenere non inferiore ai 4-5 giorni), è impossibile esprimersi circa la possibilità di sopravvivenza della piccola anche di fronte a un approccio diagnostico cronologicamente corretto e coerente alla realtà clinica del caso”.

Le uniche “chances di sopravvivenza – prosegue il medico legale – sarebbero state garantite da una tac toracica, per la quale però non era prevista nessuna tassativa indicazione, attraverso la quale probabilmente sarebbe emersa la presenza del tramite fistoloso aorto-esofageo. Ciò avrebbe consentito un non semplice approccio chirurgico, sul cui esito, stante appunto la particolarità del substrato anatomo patologico, non ci si può esprimere”.