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Arcigay Genova: “Chiediamo concretezza: diritti e ormoni gratis per trans”

Genova. Oggi è il Transgender Day Of Rememberance (TDOR), giornata in cui si ricordano nel mondo le vittime della transfobia, in questa occasione Arcigay Genova, partecipando alle iniziative indette, si rivolge alla politica.
“Oggi in tutto il mondo – dichiarano congiuntamente Valerio Barbini, presidente di Arcigay Genova e Valentina Canepa, la transgender, ‘camalla’ al Porto di Genova, componente del direttivo di Arcigay Genova – Sono ricordate le vittime della violenza transfobica. La transfobia non si manifesta solo nella forma estrema dell’omicidio: nella mancanza di Privacy che porta in mille occasioni, dagli esami universitari ai seggi elettorali, a dover mostrare il proprio percorso e la propria vita mostrando i documenti che portano scritto un genere e un nome diverso dai propri, nelle discriminazioni sul lavoro, spesso impossibilità di trovare un lavoro e in molte altre situazioni.

Mantenere tante cittadine e tanti cittadini in una condizione di inferiorità per quanto riguarda i diritti e le possibilità di affermazione personale- continuano Barbini e Canepa – crea dei soggetti deboli esposti a ogni tipo di ricatto, che spesso non hanno altra scelta rispetto alla prostituzione e a diventare i fattori scatenanti degli scandali e scandaletti del teatrino mediatico italiano, così come rischiano di cadere nella criminalità gli altri soggetti deboli non tutelati nel nostro paese, si pensi per esempio agli immigrati mantenuti in condizione di clandestinità.
Oggi vogliamo chiedere ancora una volta alla politica azioni concrete -sottolineano i due esponenti – ricordiamo che la transfobia, come l’omofobia non sono ancora contrastate in questo paese con una legge antidiscriminazione apposita.
Vogliamo rivolgerci però anche alla Regione Liguria che l’anno scorso ha approvato un’ottima legge antidiscriminazione, dalla quale però è rimasta fuori la gratuità per le persone trans degli ormoni a loro necessari.
All’epoca eravamo sotto monitoraggio per il buco nel bilancio della sanità – concludono- oggi si può e si deve fare, si tratta semplicemente di garantire il diritto costituzionale alla salute”.