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Allarme Fiesa: nel 2015 i negozi alimentari rischiano di sparire

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Liguria. Viene dalla Liguria il nuovo presidente nazionale della Fiesa, Federazione Italiana Esercenti Specialisti dell’Alimentazione: è Gian Paolo Angelotti, scelto all’unanimità dall’Assemblea elettiva di Fiesa Confesercenti.

Fiesa ha denunciato un quadro allarmante: entro i prossimi cinque anni gran parte dei comuni italiani rischia di restare senza negozi di generi alimentari. Tale processo di desertificazione ha assunto una continuità e un’accelerazione preoccupanti che hanno portato gli esercizi commerciali alimentari al dettaglio dai 400 mila degli anni ’80 agli 89.085 dello scorso anno: soltanto tra il 2005 ed il 2009 sono stati oltre 16 mila i negozi del settore a chiudere i battenti, mentre negli ultimi due anni si sono arresi più di 5.600 esercizi.

Ed è proprio con questo contesto di crisi generalizzata che Gian Paolo Angelotti dovrà fare i conti fin da subito: “Siamo di fronte ad un’emergenza che rischia di avere risvolti disastrosi a livello locale e nazionale – le sue prime parole dopo la nomina a presidente nazionale – sia in termini economici, sia sociali. Oltre agli inevitabili effetti sui livelli occupazionali, sulla produttività e sulla competitività, la desertificazione commerciale porterà con se anche problemi importanti a carico soprattutto delle fasce sociali più svantaggiate.

Occorre pertanto intervenire subito, cominciando da un’aliquota iva generalizzata al 4%, dall’estensione del regime fiscale semplificato previsto per gli artigiani anche ai commercianti al di sotto dei 30 mila euro di reddito. Chiediamo inoltre una premialità fiscale, a valere sulla tassazione locale, l’abbattimento della tassa sui rifiuti e dell’Ici, per le imprese di vicinato che forniscono servizi primari nei centri urbani ed un bonus fiscale per le imprese commerciali che si insediano in aree rurali o che operano all’interno di contesti territoriali di filiera. Fiesa Confesercenti ribadisce poi la richiesta più volte avanzata del superamento dei registratori di cassa come strumenti fiscali: bastano gli studi di settore implementati con adeguatori agli indici di mercato.

Tra le priorità per fronteggiare la situazione critica in cui si trovano a sopravvivere i negozi alimentari italiani c’è poi quella della razionalizzazione della filiera e la parificazione dei trattamenti fiscali in materia di vendita dei prodotti alimentari tra vendita diretta agricola e vendita negli esercizi di vicinato, superando così un’anacronistica e scandalosa disparità di trattamento che genera equivoci e rendite di posizione.

Si tratta soltanto di alcune delle proposte che abbiamo indicato al Governo – ha sottolineato il neopresidente di Fiesa – ma che rappresentano gli interventi più urgenti da mettere in campo per arginare quella che sta diventando una vera strage tra gli esercizi di vicinato. I piccoli negozi che spesso caratterizzano i centri storici stanno perdendo la loro battaglia contro i giganti della grande distribuzione organizzata. Gli ipermercati ed i centri commerciali – ha concluso – hanno invaso le periferie e l’interland dei comuni garantendo ai consumatori un’offerta a condizioni di concorrenza spesso scorretta e sempre insostenibile da parte dei piccoli esercizi che sono così costretti ad arrendersi sempre più spesso”.