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Villa Serra, un talk show per il turismo dell’entroterra

Sant’Olcese. Si è svolto questa mattina a Villa Serra di Comago, il talk-show “Il turismo nell’Entroterra Genovese” organizzato da Cescot Genova e Confesercenti Liguria, in collaborazione con la Fondazione Carige e condotto dal giornalista Paolo Massobrio, esperto di economia agricola ed enogastronomia.
Al talk-show hanno partecipato moltissimi rappresentanti delle istituzioni e dell’imprenditoria privata: Federica Serra, dirigente dell’Assessorato Regionale alle Politiche Agricole; Anna Maria Dagnino assessore provinciale al Turismo, il vice-presidente della Fondazione Carige Pierluigi Vinai, il Coordinatore Nazionale di Italia Lavoro e del Progetto “Arco” Claudio Ucci, la presidente del Gal Genovese, Marisa Bacigalupo.

Presenti anche i presidenti e i rappresentanti delle Comunità Montane delle Valli Stura, Orba, Leira, Scrivia e Polcevera, dei Parchi Regionali dell’Antola e del Beigua, assessori e sindaci dei comuni di Busalla, Campoligure, Campomorone, Gorreto, Masone, Montoggio, Rossiglione e Torriglia, esponenti della Cooperativa Castello della Pietra, Slow Food, Made in Italy e del Sistema Turistico Locale, oltre a tantissimi altri operatori nel campo della ricettività alberghiera, della ristorazione e della promozione turistica dell’Entroterra.

“Questa iniziativa trae la sua origine da lontano – ha spiegato Massimo Vergassola direttore di Cescot Genova – e cioè dalla strada intrapresa alcuni anni fa con l’ideazione e la realizzazione di percorsi formativi nel Comune di Montoggio grazie alla collaborazione dell’Amministrazione locale. Da allora abbiamo deciso di “trasferire” questo format ad operatori e istituzioni di altre vallate dell’Entroterra genovese, culminando nel progetto di cui si parlerà nel talk show di lunedì 18. L’obiettivo è costruire una rete vivace di collaborazione che nasca dall’interesse comune e possa portare, attraverso la crescita culturale e formativa, ad un concreto sviluppo del territorio e alla promozione delle sue eccellenze”.

Patrizia De Luise, presidente Confesercenti Liguria, si è soffermata sulla necessità di interazione tra istituzioni e impresa per una promozione congiunta del territorio: “Fare sistema è uno slogan fin troppo facile da usare: oggi nessuno più mette in dubbio che esista questa necessità. La vera difficoltà non è dunque affermarlo, bensì crederci. Realizzare un sistema, una rete di operatori economici coinvolti a vario titolo nell’offerta turistica, capace di dialogare in maniera fattiva con il Pubblico, di costruire attrattive valide e competitive per la clientela, di dare origine all’offerta territorio: questa è la vera sfida. Ma per intraprendere un vero percorso di ricerca, sviluppo ed innovazione dell’offerta è necessario concepire un nuovo modo di fare formazione direttamente sul campo, e soprattutto colmare il gap infrastrutturale che separa la Liguria dai territori contigui”.

Un tema, quello della carenza di infrastrutture all’altezza dell’offerta turistica che si intende realizzare, ripreso anche dal vice-presidente della Fondazione Carige Pierluigi Vinai: “La prima sfida che ci attende è quella di creare nuove infrastrutture, intervenendo in primo luogo su una mentalità diffusa che ancora fatica a capire come, senza vie e reti di comunicazione adeguate, questi territori siano destinati a morire; il secondo tema caldo passa per la semplificazione burocratica perché è essenziale dotarci di norme chiare e comprensibili, a cominciare dall’unione dei Comuni”.

Marisa Bacigalupo, presidente dell’Agenzia di Sviluppo GAL Genovese, ha poi evidenziato alcune delle eccellenze offerte dal nostro Entroterra: “Il Genovesato ed in generale il territorio della Provincia di Genova nascondono degli autentici tesori che ancora aspettano di essere scoperti e valorizzati. Rispetto al recente passato tanto è stato fatto, penso ad esempio al ripristino di una rete ricettiva sul territorio, alla creazione di una filiera agroalimentare e di quella legata all’attività sportiva e del tempo libero: la sfida è ora quella di rendere tutto questo accessibile, ed il discorso non può dunque che cadere ancora una volta sulle infrastrutture mancanti e su un adeguato piano di comunicazione”.