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Spaccio, volevano uccidersi a vicenda: in manette due nordafricani

Genova. Pregiudicato, clandestino e spacciatore. Nonostante le credenziali poco rassicuranti, Najib Barakas (nella foto), algerino di 24 anni, la notte del 19 ottobre è risultato vittima di un tentato omicidio ad opera di un suo connazionale. Nei vicoli genovesi l’aggressore, identificato poi dalla procura come Nbito Nabil, poco più che coateneo di Najib e anche lui pregiudicato, lo aveva colpito ripetutamente con armi da taglio e ferito gravemente. Ma per entrambi alla fine sono scattate le manette.

La storia dietro al tentato crimine nascondeva infatti ulteriori sviluppi scoperti durante le indagini delle forze dell’ordine. Interrogato dagli inquirenti Nbito ha subito confessato il tentato omicidio, ma ha anche rivelato che il gesto omicida era dovuto a una faida per motivi di droga che lo vedeva opposto a una altro gruppo di nordafricani e che, sempre secondo la sua deposizione, gli avrebbe causato ripetute gravi aggressioni e rapine, di cui però lo stesso Nbito non avrebbe rivelato il vero artefice.

Solo grazie al lavoro degli uomini della squadra mobile, in collaborazione con la Procura, si è riusciti a venire a capo della fosca faccenda: Nbito avrebbe tentato di uccidere Najib a seguito delle ripetute aggressioni subite a sua volta dallo stesso Najib.

Alla luce dei fatti il Gip ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare per i delitti di rapina e lesioni gravissime aggravate, a carico di Barakas Najib, convalidata nella serata del 21 ottobre.