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Sopraelevata, morì in moto: nel mirino dei giudici il guard-rail

Genova. L’esperimento giudiziale per visionare il guard-rail della Sopraelevata, nel punto in cui il 12 settembre 2006 avvenne l’incidente in cui morì la 28enne Elektra Piras, effettuato ieri mattina, ha rilevato che le barriere sono troppo vecchie.

E proprio quelle protezioni stradali sono finite nel mirino della Procura che sta cercando di fare chiarezza per capire le responsabilità in quel tragico incidente. Ieri mattina il gip Roberto Fugina, accompagnato dal pm Luca Scorza Azzarà (titolare dell’indagine) e dai periti di parte, quello della Procura Francesco Pascasio e quello della famiglia Piras Giorgio Viazzi, ha svolto un esperimento giudiziale nel bel mezzo della Sopraelevata.

Foto, misure, rilievi che hanno costretto la polizia municipale a chiudere una corsia della strada per quasi due ore. Da quanto emerso ci sarebbe, infatti, una differenza sostanziale tra i guard-rail del 1964 (quelli presenti nel tratto in cui è morta la Piras) e quelli sostituiti negli anni successivi in altri tratti dopo essere stati danneggiati in incidenti.

I primi sarebbero taglienti, pericolosi e con i bordi diritti mentre quelli più recenti sarebbero stati montati con finiture ricurve proprio per evitare ferite o lesioni a chi li colpisce nel corso di uno schianto. L’incidente in cui perse la vita Elektra Piras avvenne mentre la giovane, in sella al suo scooter, si stava dirigendo verso ponente. Dopo aver perso il controllo del motoveicolo, la Piras si schiantò contro i bordi del guard-rail che le causarono gravissime lesioni uccidendola sul colpo.

La polizia municipale lanciò anche un appello a eventuali testimoni per poter ricostruire l’accaduto. Il pm Valeria Fazio che condusse le indagini chiese l’archiviazione dell’inchiesta, ma la madre della giovane, assistita dall’avv. Alessandro Sola, si oppose.