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Sanità, nuovo piano liste d’attesa: visite entro 30 giorni

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Un piano che, se applicato dalle Regioni, dovrebbe cambiare realmente le cose. E’ il piano del governo per le liste d’attesa 2010-2012 che ha ricevuto ieri il via libera della Conferenza Stato-Regioni. L’obiettivo è mettere dei paletti alle lunghe attese che molti italiani devono affrontare ogni giorno per visite ed esami.

Tra le principali novità, la suddivisione delle prestazioni in quattro classi di priorità temporale, 58 prestazioni da monitorare, e percorsi diagnostico-terapeutici per le patologie cardiovascolari e oncologiche.

Vediamo il dettaglio: sono 4 le classi di priorità che definiscono i tempi massimi per visite specialistiche: prestazioni diagnostiche e in regime di ricovero, urgente se è da eseguire al massimo entro 72 ore; breve, entro 10 giorni; differibile, entro 30 giorni per le visite o 60 giorni per gli accertamenti diagnostici; programmata.
Le prestazioni da monitorare sono 58, di cui 14 visite specialistiche, 29 prestazioni di diagnostica strumentale, 5 in regime di ricovero diurno e 10 in regime di ricovero ordinario.

La fissazione dei tempi massimi per le prestazioni spetta appunto alle regioni. Nel caso non lo facessero, si applicheranno direttamente i parametri del Piano. Anche le aziende sanitarie dovranno adottare un programma attuativo aziendale in coerenza con quello regionale, che dovrà prevedere le misure in caso di sforamento dei tempi stabiliti. Il monitoraggio dei tempi di attesa sarà sia ex ante che ex post.

Le patologie cardiovascolari e oncologiche sono qualificate come prioritarie per lo sviluppo di percorsi diagnostico terapeutici (pdt). L’Agenzia per la sanità regionale (Agenas), con regioni e ministero, entro 60 giorni dall’approvazione del piano predisporrà la metodologia per il monitoraggio, definirà i tempi massimi di attesa per ciascun pdt, che non potranno superare i 30 giorni per la fase diagnostica e 30 per l’inizio della terapia dal momento dell’indicazione clinica. Le regioni individueranno dei Pacchetti ambulatoriali complessi (pac), promuovendone l’erogazione con il day service.
Il piano sulle liste d’attesa va di pari passo con quello “sui cup nazionali – ha spiegato Fazio – che metteremo in rete con quelli regionali. Il cup nazionale avrà le metodologie per eliminare i buchi delle prenotazioni”.

Nel caso non si riescano a rispettare i tempi massimi regionali, le prestazioni erogate in regime libero professionale dai medici in favore dell’azienda saranno un possibile strumento di governo delle liste d’attesa. La libera professione ‘aziendale’ andrà concordata con i medici e sarà a carico dell’azienda, mentre il cittadino parteciperà solo con il ticket. Diverso sarà il caso delle prestazioni libero professionali su richiesta dell’utente, che saranno a suo totale carico.