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Salute ambientale: Genova slitta in basso di dieci posizioni

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Genova. Tira una brutta aria a Genova, dove l’indice di salute ambientale è in picchiata. Almeno secondo quanto emerge dalla ricerca di Legambiente e Ambiente Italia sullo stato di salute dei Comuni capoluogo italiani, realizzata con la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore, presentata oggi a Firenze. La città della lanterna passa dalla 22ma alla 32ma posizione nella classifica. Tutti i grandi centri, del resto, si rivelano in caduta libera: mentre il capoluogo ligure perde 10 posizioni, Milano passa dalla 46ma alla 63ma posizione dello scorso anno, Roma dalla 62ma alla 75ma, Napoli dalla 89ma a 96ma, Palermo dalla 90ma alla 101ma.

Tutti i centri urbani con più di mezzo milione di abitanti vedono peggiorare il loro stato di salute. Questo il quadro descritto dalle centinaia di dati della XVII edizione di Ecosistema Urbano. Performance deludenti in particolare in alcuni dei settori chiave del rapporto. Come ad esempio la qualità dell’aria, dove Milano peggiora in tutti e tre gli indici, e dove Palermo, Napoli e Roma non brillano. Oppure nel trasporto pubblico dove Palermo arretra con evidenza nei passeggeri trasportati, crollando dai 110 viaggi per abitante all’anno della passata edizione agli attuali 44 appena, e Napoli e Genova peggiorano di poco. O, ancora nella depurazione dove tutte le grandi flettono tranne Torino e Genova che restano stabili. Oppure nella percentuale di rifiuti raccolti in maniera differenziata dove Roma resta immobile ad appena il 19,5% e Palermo addirittura scende ad un 3,9% (era il 4,3% nella scorsa edizione).

Le flessioni sono condizionate anche dall’immobilismo tipico di alcuni settori di intervento: niente si muove nell’istituzine di isole pedonali, di zone a traffico limitato e nella creazione di verde, così come si conferma scarsamente utilizzato il trasporto pubblico, mentre crescono le immatricolazioni di automobili, molto probabilmente frutto della rottamazione promossa dal Governo.

Nulla di fatto, o quasi, anche nella capacità di depurazione delle acque reflue, così come non diminuiscono sostanzialmente le perdite delle reti idriche. Cresce, però, la raccolta differenziata, così come la diffusione delle energie rinnovabili. Permane l’emergenza smog anche se le medie del Pm10 si abbassano lievemente, mentre crescono quelle dell’ozono. Come lo scorso anno si registra una lieve contrazione della produzione di rifiuti e dei consumi di carburante.

Ai Comuni liguri “ricicloni”, più virtuosi quindi, verrà invece conferito il premio di Legambiente giovedì prossimo, 21 ottobre, nella sede della Regione Liguria a Genova. Alla tavola rotonda che alle 10,30 precederà la premiazione con la consegna degli attestati ai Comuni liguri più valenti nel campo della raccolta differenziata, parteciperanno il presidente di Legambiente Liguria, Stefano Sarti, l’assessore all’Ambiente di Regione Liguria, Renata Briano, il presidente della Provincia della Spezia, Marino Fiasella, gli assessori all’Ambiente della Provincia di Savona e di Imperia, Paolo Marson e Giovanni Ballestra, l’assessore all’Ambiente della Provincia di Genova, Sebastiano Sciortino, il vicedirettore e il responsabile scientifico nazionale di Legambiente, Andrea Poggio, e Stefano Ciafani, Andrea Baroni dell’Osservatorio Regionale sui Rifiuti e Pierluigi Gorani di Conai-Consorzio nazionale imballaggi.