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Recco, Cgil: “No al ridimensionamento del Servizio di salute mentale”

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Recco. Secco no al ridimensionamento del Servizio di salute mentale di Recco. La FP Cgil ribadisce preoccupazione sul depauperamento dei servizi della Asl3, in particolare evidenziando le conseguenze che si avrebbero nel ridimensionamento del Ssm di Recco così come previsto nella prospettiva di riorganizzazione dell’Azienda, ridimensionamento determinato dalla mancanza di personale e/o mancate assunzioni, che porterà ad una riduzione dei servizi all’utenza.

“Concretamente- scrive in una nota la Cgil- il Servizio ridurrà l’apertura all’utenza passando dagli attuali 5 giorni settimanali a 3 giorni, operazione questa che inevitabilmente produrrà diverse criticità che si ripercuoteranno negativamente su utenza e lavoratori. Più specificatamente ci troveremo di fronte a: difficoltà nell’accesso alle prime visite specialistiche che provengono dai medici di base, nonché le consulenze fornite ad altri enti per un lavoro assolutamente fondamentale alla prevenzione; difficoltà nella individuazione e risoluzione del disagio psichico e, quindi, presa in carico a lungo termine del paziente. Difficoltà nel mantenere una costante collaborazione con i Comuni limitrofi (Sori, Recco, Camogli, Avegno, Uscio), Ospedali, Consultori, Forze dell’Ordine, Agenzie volontariato sociale; liste di attesa più lunghe; indebolimento di un servizio ben radicato che và in senso contrario alla più volte ribadita intenzione degli amministratori locali di ridurre la centralità degli ospedali sull’assistenza e di privilegiare i vantaggi derivanti da un’assistenza capillare e a domicilio del paziente”.

Al depauperamento del Servizio di Salute Mentale, “si affianca il drastico ridimensionamento dell’ospedale di Recco – si legge ancora nella nota- peggiorando ulteriormente la qualità dell’assistenza nel Golfo del Paradiso a carico di un’utenza già colpita da enormi problemi che coinvolgono l’intera famiglia del paziente con un impatto sociale potenzialmente devastante.
E per finire, le inevitabili ripercussioni sugli operatori per quanto riguarda gli spostamenti di sede, aumenti di carico di lavoro e modificazioni del nastro lavorativo;senza contare che i carichi di lavoro del servizio di Recco sono ben al di sopra di quanto l’Azienda vuol far credere e lo si può dimostrare dati alla mano”, conclude nella nota la Cgil, esprimendo il suo forte dissenso.