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Rasero, il medico legale: “Entrambi avevano assunto cocaina e hashish in grande quantità”

Genova. Compare la cocaina, sempre più spesso, quasi fosse un testimone invisibile, nel processo Rasero, il ventinovenne genovese, accusato di aver seviziato e ucciso il figlio di Katerina Mathas, la notte tra il 15 e il 16 marzo, in un residence di Nervi.
“Quella notte – ha spiegato il medico legale Marco Salvi – sia Rasero che la Mathas avevano assunto cocaina e hashish in notevole quantità. Lo hanno dimostrato le analisi del sangue e delle urine. I principi attivi erano ancora presenti in quantità elevate, nonostante il prelievo fatto a quasi 24 ore dalla sera dell’assunzione. E Rasero ne aveva consumata molta di più rispetto alla ragazza”.

A questa, si è aggiunta anche la testimonianza di Gianluigi Rocco, medico psichiatra: “Rasero non ha vizi di mente né psicosi. Ma la diagnosi resta quella di una persona che soffre di abuso di cocaina – ha spiegato il medico – Durante i colloqui in carcere, però, ho notato il cambiamento di stato d’animo. Durante i primi due aveva una sorta di paralisi emotiva, un disturbo tipico post traumatico da stress. Dal terzo incontro, invece, era più depresso, triste e preoccupato come se finalmente si fosse reso conto di quanto successo. Ho notato due aspetti del suo carattere: da un lato un forte desiderio di emergere a tutti i costi e di ambizione, una forte componente narcisistica – ha proseguito Rocco – dall’altro, invece, una forte insicurezza legata anche agli insuccessi della vita. Nessuna aggressività durante gli incontri, ma il comportamento violento è però tipico di chi abusa di cocaina, sia al momento dell’assunzione della droga, sia al momento della ricerca”.

E proprio durante la prossima udienza fissata per il 18 novembre verrà sentito l’imputato Giovanni Antonio Rasero. Oggi, in aula, l’ex broker assicurativo ha preso appunti senza mai guardare i testimoni, e ha assicurato che il 18 novembre risponderà al pm Airoldi.