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Processo Rasero, testimonia il professore che ha visitato il corpo del piccolo Alessandro

Genova. agg. 12:27. A seguito della testimonianza del professor Francesco Ventura, ha sfilato davanti alla corte un altro medico legale, la dottoressa Simonetta Del Piane, dell’istituto di medicina legale di Genova.

La dottoressa fu l’incaricata di rilevare il profilo genetico delle tracce raccolte dalla polizia scientifica dall’appartamento dove è accaduto l’omicidio, e in un secondo momento di confrontare le tracce genetiche lasciate dai due morsi che il bambino aveva sia sulla pianta sia sul dorso del piedi.

La dottoressa ha dichiarato che le metodologie scientifiche applicate dimostrano che i violenti morsi sono stati sferrati dall’indagato Antonio Rasero.

Genova. Processo Rasero, parla il professor Francesco Ventura, il medico legale che ha visitato il corpo del piccolo Alessandro, figlio della sua compagna d’allora Katerina Mathas e avvenuto nell’appartamento di via delle Palme a Nervi, il 16 marco del 2010.

La testimonianza del professore che ha visitato il corpo del piccolo a seguito del decesso, nonostante la lucidità e le argomentazioni portate con linguaggio preciso e scientifico, fa rivivere l’orrore di quella notte. Il medico ha elencato tutte le ferite sul corpo del bambino, dalle bruciature di sigarette presenti sul collo o dietro le orecchie, all’escoriazione al cuoio capelluto, fino a spiegare quale possa essere stata la causa della morte.

Come noto la morte è avvenuta per un trauma cranico e un edema celebrale, con abbondante emorragia. Nonostante le accurate analisi si possono solo effettuare delle congetture rispetto al modo in cui al bambino sono state create queste ferite mortali. Il medico legale ha fatto un generico riferimento a oggetti contundenti, senza però poter dare spiegazioni più accurati su quale tipo di oggetto possa essere stato utilizzato per uccidere Alessandro. “Le ferite sono compatibili con superfici ripide, la sponda di un letto, mobili, ma anche un calcio Per intenderci ferite simili possono essere procurate anche da un incidente in moto”.

Ha spiegato poi quali congetture abbia effettuato in quelle ore terribili, rispetto non solo alla causa della morte, ma anche alla sua dinamica. Il bambino aveva infatti degli evidenti ematomi sia all’altezza della gamba destra sia livello inguinale, e ciò può far presumere che il bambino sia stato afferrato con forza nel momento in cui gli sono stati inferti, in maniera ripetuta, i colpi mortali.

Il medico fa risalire l’ora del decesso tra mezzanotte e mezza e le due, non è possibile infatti definire con precisione l’ora del decesso. “Quello che è certo – ha aggiunto il medico – che il bambino ha perso i sensi subito, è entrato molto presto in coma”.