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Liguria, dossier Caritas: immigrazione in crescita

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Liguria. Sono poco meno di cinque milioni ma il loro numero viene percepito come nettamente superiore. Contribuiscono alla produzione del Pil per l’11,1%, versano alle casse dello stato quasi 11 mld di contributi l’anno, incidono per circa il 10% sul totale dei lavoratori dipendenti ma sono sempre più attivi anche nel lavoro autonomo e imprenditoriale, dove riescono a creare nuove realtà aziendali anche in questa fase di crisi.

A tracciare la fotografia della presenza degli immigrati nel nostro paese è il Dossier Statistico Caritas- Migrantes, giunto alla sua ventesima edizione e presentato a Roma, da cui risulta che il loro numero è triplicato nell’ultimo decennio ed è aumentato di quasi un milione nell’ultimo biennio. Per quanto riguarda la nostra regione, sono 126.400 gli immigrati in Liguria a fine 2009, il 12% in più rispetto all’anno precedente e oltre il 41% accetta mansioni inferiori al proprio livello di preparazione professionale: lo rivela il ventesimo rapporto ‘Immigrazione Dossier statistico 2010’, curato dalla Caritas e la Fondazione Migrantes, presentato stamani presso la Camera di commercio.

“Si consolida ancora la crescita costante delle presenze immigrate – ha detto uno dei curatori del volume, Andrea T. Torre – in Liguria siamo passati da 104 a 126 mila persone in un anno, anche grazie alla regolarizzazione della sanatoria delle colf”. Tra i dati interessanti, il Rapporto evidenzia che gli stranieri continuano a trovare lavoro (si registra un incremento del 2%) a fronte di un mercato del lavoro invece in forte calo (meno 7,7%) e trovano impiego soprattutto nei servizi alla persona e il lavoro domestico. Ma ben il 41,7 per cento ha un profilo professionale superiore rispetto al lavoro che fa. La nazionalità prevalente continua a essere quella ecuadoriana (18%, con 20.400 circa), seguita dall’Albania (17% con oltre 19 mila persone), poi Romania, Marocco, Perù, Ucraina, Repubblica dominicana, Cina e Tunisia. Quanto agli irregolari, si calcola che in Liguria possano essere 20-25 mila, 500-700 mila in Italia. “Serve poco contarli se si cerca solo di difendersi – ha detto il direttore della Caritas diocesana di Genova, Monsignor Marino Poggi – Se sapere quanti sono e chi sono è un desiderio di integrazione, è una cosa positiva che favorisce l’accoglienza”. Infine c’é una crescita costante degli immigrati di seconda generazione: nell’anno scolastico 2009-2010 su quasi 20 mila alunni di cittadinanza straniera presenti nelle scuole di vario grado, 3.400 circa sono nati in Italia. L’incidenza sale al 17 per cento nelle scuole primarie e secondarie. L’assessore regionale alle politiche dell’immigrazione Enrico Vesco ha definito il rapporto “una bibbia, uno strumento di pianificazione per programmare azioni e lavoro. Sono i dati più attendibili” e ha aggiunto: “considero un fatto positivo l’aumento della presenza degli immigrati. Le preoccupazioni ci sono ma vanno governate”.