Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Vincenzi: “Città violentata, il Comune parte lesa”, danni per quasi 100 mila euro

Genova. Quasi centomila euro di danni per una città presa d’assalto. Questo l’amaro bilancio del Comune di Genova che si dichiarerà parte lesa per i fatti avvenuti durante la partita Italia-Serbia.

“Nel giorno in cui celebra Cristoforo Colombo, Genova è stata invasa da un esercito di 400 criminali mascherati da tifosi e quella che avrebbe dovuto essere una giornata di festa e di sport, con la nazionale italiana ospite nella nostra città, si è trasformata in un incubo- scrive il sindaco Marta Vincenzi in una nota ufficiale- Genova è stata presa d’assalto e violentata nella sua serenità e ha subito ingenti danni, che già stiamo provvedendo a risistemare. I costi, ammontano a 60 mila euro per il ripristino dello stadio e a 20 mila per la rimozione dei graffiti. Le spese per lo stadio saranno coperte dalla polizza assicurativa stipulata dalla Federazione Italiana Gioco Calcio.

Desideriamo manifestare il nostro apprezzamento alle forze di polizia, ai vigili del fuoco e alle strutture interne: la scelta di non intervenire e mantenersi fredde e distensive ha scongiurato incidenti molto più gravi.
Un plauso anche ai cittadini e ai tifosi genovesi per non aver reagito alle provocazioni. La cittadinanza ha dimostrato una grande maturità, ancor più rimarcata dalla presenza di migliaia di bambini e di moltissime associazioni di disabili, dall’applauso alle vittime in Afghanistan e dal canto unanime e corale dell’Inno di Mameli.

Confidiamo che la Figc tenga nella dovuta considerazione queste prove di responsabilità e di ospitalità, e si adoperi affinchè Genova possa ospitare un altro incontro della nazionale maggiore.
Ma le responsabilità tecniche e politiche di ciò che è successo sono evidenti: o il ministero dell’Interno della Serbia non ha indicato la partenza di questi soggetti, sicuramente segnalati alle forze dell’ordine, oppure il ministero dell’Interno italiano ha sottovalutato la minaccia che tali soggetti rappresentano.

Gli esponenti del partito del ministro Roberto Maroni, che sono arrivati a ritenere lecito sparare sui clandestini e a ritenere utile adottare la ‘tessera del tifoso’ per evitare incidenti allo stadio, ieri hanno permesso che una città italiana fosse invasa da un folto gruppo di criminali e non hanno nemmeno pensato di predisporre efficaci contromisure.
Viene allora da chiedersi: al di là dei programmi, quale sicurezza hanno in testa?
La città di Genova chiede che venga fatta luce sulle responsabilità politiche del ministro Maroni e il Comune si costituirà parte lesa per i fatti avvenuti e farà tutti i passi necessari in sede giudiziaria”.