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Italia-Serbia, notte di guerriglia a Genova: 35 denunciati, 17 arresti e 16 feriti

Genova. Doveva essere una notte di sport e di festa, invece quella passata si è trasformata in una notte da dimenticare. Una frangia estrema della tifoseria serba, arrivata nel capoluogo ligure per la partita Italia-Serbia, ha provocato prima danni nel centro cittadino, distruggendo vetrine di negozi, automobili e cassonetti dell’immondizia, poi si è trasferita in zona Marassi e all’interno dello stadio Ferraris, dove a causa dei lacrimogeni la partita è stata prima sospesa e poi annullata.

Diciassette ultrà serbi arrestati, tra i quali pare che ci sia anche il capo: Ivan, trovato all’interno del vano motore di un pulman. Era lui il ragazzo con il passamontagna che ieri sera ha tagliato la rete del settore ospiti per attaccare polizia e carabinieri.

Trentacinque i denunciati, più di cento le persone in via identificazione attraverso i filmati effettuati dalla digos.
Le ambulanze del 118 hanno medicato sul posto le persone con ferite lievi, mentre una ventina tra tifosi e forze dell’ordine sono state trasferite al pronto soccorso. Nessuno è in pericolo di vita.

Catene, bastoni, coltelli sono stati sequestrati ai fermati e ai denunciati e raccolti intorno allo stadio.

Gli oltre 2 mila sostenitori serbi hanno lasciato lo stadio a bordo di pullman e autobus intorno alle 3 di notte, dopo essere stati identificati e perquisiti da polizia e carabinieri. Per fronteggiare la furia degli ultrà serbi sono stati inviati a Genova agenti di rinforzo dei reparti mobili di Milano e Torino.

Interdette le autorità. Il presidente della Federazione calcistica serba, Toni Karachi, ha così commentato: “Avevamo informato l’Italia di un possibile arrivo di ultras violenti, è stato un vero e proprio attacco allo stato. Mi scuso, è una vergogna quello che è accaduto”.

Il ministro dello Sport serbo Snezana Samardzic Markovic ha fermamente condannato le violenze dei tifosi serbi: “Lo Stato deve fare i conti con questa gente in modo estremamente deciso”. E’ necessario stroncare una volta per tutte le violenze sui campi sportivi, gruppi di gente che si presenta come tifosi serbi hanno gettato cattiva luce non solo su se stessi, ma anche su tutta la Serbia. Le immagini delle violenze di Genova faranno il giro del mondo e questa è un’immensa vergogna per tutto lo sport serbo. Per questo è necessario che lo stato faccia definitivamente i conti una volta per tutti con questi violenti”

Ora la squadra serba, oltre alle sanzioni, rischia anche l’esclusione dal girone.