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Italia-Serbia, Mantovano: “La Serbia non ha fatto la propria parte”

Genova. Il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, nelle comunicazioni del Governo alle commissioni riunite Affari costituzionali e Istruzione del Senato sui fatti di Genova, ha dichiarato che la Serbia non avrebbe fatto la propria parte, rendendo difficile la gestione dell’ordine pubblico in occasione della partita svoltasi a Genova lo scorso 12 ottobre.

“Un sistema funziona se ognuno recita fino in fondo la propria parte e, come emerso, le informazioni sui tifosi serbi non sono state messe a disposizione delle autorità italiane – ha spiegato Mantovano – Positiva, invece, é stata la gestione prudente delle criticità da parte delle nostre forze di polizia, favorita dal responsabile comportamento della tifoseria italiana”.

“L’11 ottobre, il giorno prima della gara – ha ricordato Mantovano – l’organismo serbo non aveva compilato la scheda informativa che doveva essere inviata a noi e sono stati vani i tentativi di stabilire contatti con le autorità serbe da parte dell’ufficiale di collegamento italiano. In un primo momento è stata annunciata la partenza di 4 autobus di tifosi, poi ci è stato detto che erano stati venduti in Serbia 1.200-1.300 biglietti senza darci informazioni specifiche”.

“Il questore di Genova – ha proseguito il sottosegretario – ha chiesto 200 rinforzi di unità di ordine pubblico e, in seguito agli incidenti, sono stati inviati altri 95 elementi. Il mattino della partita erano confluiti a Genova 2.500 tifosi: la stragrande maggioranza non ha creato problemi, ad eccezione di 300 ultras del Partizan e della Stella rosa che ,a partire dalle 17, hanno imbrattato muri e lanciato fumogeni. Ciò ha imposto l’invio di agenti che hanno scortato il gruppo verso lo stadio che si trova in un’area ad alta densità residenziale. Durante il tragitto ci sono stati atteggiamenti provocatori e lanci di oggetti che hanno costretto le forze dell’ordine ad alcune cariche di alleggerimento”.

“Le operazioni di prefiltraggio – ha sottolineato – sono risultate molto difficili e sono state vanificate dall’esigenza di liberare dai tifosi l’area vicino al centro cittadino e dalla propensione criminale di una consistente parte della tifoseria che ha occultato oggetti”.