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Industria: boom di ordinativi per apparecchiature elettriche, pc e orologi

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Cresce il fatturato dell’industria, che ad agosto ha segnato un incremento del 2,8% rispetto a luglio. Lo rileva l’Istat, che sottolinea come “Agosto si conferma un mese molto positivo per l’industria”. Nel trimestre giugno-agosto il dato sia cresciuto del 3,6% rispetto ai tre mesi immediatamente precedenti.

Guardando ai settori di attività economica, su base annua, il fatturato è cresciuto soprattutto nei comparti della fabbricazione di mezzi di trasporto (+39,7%), della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica ed ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazioni ed orologi (+35,5%) e della fabbricazione di apparecchiature elettriche ed apparecchiature per uso domestico non elettriche (+25%).

Variazioni negative si sono registrata per le altre industrie manifatturiere, riparazione ed installazione di macchine ed apparecchiature e nel settore delle auto, in cui il fatturato è sceso del 6,2%. 
Crescono anche gli ordinativi del settore, dopo due mesi di cali, registrando un +32,4% , un rialzo record dal 2001. Come per il fatturato, anche per gli ordinativi l’aumento è trainato dalla componente estera che ha registrato un +11,5 % su un mercato nazionale.

Gli incrementi tendenziali più marcati dell’indice grezzo degli ordinativi hanno riguardato la fabbricazione di apparecchiature elettriche ed apparecchiature per uso domestico non elettriche, la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica ed ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazioni ed orologi.

Il Fondo Monetario Internazionale, intanto, ha ribadito che il pil italiano crescerà sia nel 2010 sia nel 2011 dell’1%, con il deficit che quest’anno si attesterà al 5,1% per poi scendere al 4,3% il prossimo. In tutta Europa, secondo il Fmi, la ripresa economica in Europa “prosegue”, anche se restano “significativi rischi”, fra i quali la possibilità di ulteriore volatilità sui mercati finanziari e quelli dei debiti sovrani, ai quali la politica deve far fronte attuando politiche appropriate. 

Nel resto d’Europa, il Fondo prevede per le economie avanzate un pil in crescita dell’1,7% nel 2010 e dell’1,6% nel 2011. La crescita sarà debole rispetto agli standard storici in parte a causa dell’impatto della crisi e dell’accelerazione nel portare avanti i necessari aggiustamenti fiscali, ma anche per “le ben note rigidità strutturali del mercato del lavoro, dei prodotti e dei servizi”, che “limitano il potenziale di crescita dell’area euro”. 

Su tutto questo però Confindustria è ancora pessimista: “La situazione economica – fa sapere – risente delle dinamiche internazionali e il rallentamento durerà ancora almeno fino a fine 2010 inizio 2011. Ancora preoccupante anche la disoccupazione”.