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Il Carlo Felice batte la grancassa: corteo per salvare il teatro (fotogallery) foto

Genova. I lavoratori del Carlo Felice hanno dato fiato agli strumenti e alla voce durante la manifestazione per scongiurare la chiusura dello storico teatro cittadino, entrato nella crisi più nera della sua storia. In attesa della riunione decisiva di domani tra sindacati e vertici, gli autonomi Fials-Cisal oggi sono scesi in piazza De Ferrari listati a lutto, accompagnati e supportati da rappresentanze degli enti lirici di tutta Italia, da Bari a Bologna, dai comitati No Gronda, dal Mil, movimento indipendentista ligure, e dai Cobas.

Il corteo “funebre” ha imboccato via Dante, trasportando corone in memoria del defunto teatro, suonando gli strumenti dell’orchestra, a cui si è aggiunto, in una vera e propria marcia funerea, anche il suono di campane e vuvuzelas. Tra i cartelli dei lavoratori, spiccano i riferimenti contro i tagli alla cultura, la polemica con la sindaco Vincenzi e con il patron della Sampdoria, Riccardo Garrone. Dall’inno di Mameli ad esibizioni appositamente cacofoniche, pezzi armonici e improvvisazioni hanno accompagnato il serpentone che è partito poco dopo le 14 da piazza De Ferrari.

Domani, invece, l’attesa e decisiva riunione tra tutti i sindacati (oggi in piazza c’erano solo gli autonomi della Fials-Cisal, contrari agli ammortizzatori sociali) e i vertici dell’Ente lirico. Le possibilità al momento sul tavolo sono due e non di immediata attuazione: contratti di solidarietà ai dipendenti, soluzione prospettata venerdì scorso a Roma, oppure se non si arriverà a un accordo su questo punto, probabilmente l’avviamento della paventata procedura di liquidazione dell’Ente.

Senza dubbio, al di là delle diverse visioni sindacali, si sente il bisogno di un’intesa comune sulla salvaguardia del patrimonio culturale e delle risorse umane che lo alimentano. “Stiamo cercando sostegni al di fuori e abbiamo trovato interlocutori, ma nessuno si muove se non riusciamo a varare un piano di rientro forte, capace di far risparmiare una cifra considerevole” ha detto il direttore di staff Renzo Fossati. Continua a pesare la decisione del consiglio d’amministrazione, votata nei giorni scorsi all’unanimità, di aprire la strada  alle istanze di procedura di liquidazione del teatro.