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Genova, ricercatori contro il ddl Gelmini: “Danneggia l’università pubblica e la ricerca”

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Genova. “Un vero e proprio ricatto alla cultura. Bisogna recuperare i tagli che mettono in ginocchio i nostri ricercatori”. Ha dichiarato l’onorevole Walter Tocci del PD, in occasione della riunione indetta dai ricercatori universitari nell’aula Meridiana di via Balbi 5. Sul tavolo, all’ordine del giorno, il discusso e osteggiato disegno di legge del ministro Maria Stella Gelmini, rimandato nella sua lettura alla Camera per mancanza di fondi.

“I soldi- ha proseguito l’onorevole- sono stati usati per venire incontro allo sperpero del governo. Bisogna fare una discussione seria su questo disegno di legge che è stato completamente modificato dalla propaganda della stampa. Cosa accadrebbe se venisse accettato il ddl? Due o tre anni di burocrazia per mettersi al passo e quindi una totale perdita di tempo. Ma soprattutto verrebbe totalmente a mancare il principio della meritocrazia”.

La voce critica dei ricercatori contro il ddl Gelmini affonda l’attacco su alcuni punti ritenuti fondamentali. “Cominciamo con il dire che questo disegno di legge- ha spiegato Angela Paramasso, ricercatrice universitaria della facoltà genovese di Ingegneria- intende danneggiare l’università pubblica, la cultura e la ricerca italiana. La governance dell’università, infatti, non sarà più autonoma, ma gestita da esterni, con la concreta possibilità di avere un rettore non più del nostro ateneo. Inoltre, non sono affatto chiare le politiche di reclutamento su cui, anzi, permangono ombre. E poi, un aspetto a dir poco fondamentale: la mancanza assoluta di fondi per far crescere l’università”.