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Genova, omicidio Zapata: tra fughe e arresti, i dettagli dell’operazione (fotoservizio) foto

Genova. Si ritengono concluse le indagini relative all’omicidio di Stefano Edoardo Perez Soto, il 17enne cileno ucciso lo scorso dicembre nel centro sociale Zapata, durante una rissa scoppiata tra le bande latino americane Latin King e Vatos Locos. L’autore materiale dell’omicidio, un altro ragazzo di 17 anni, ecuadoriano, fu arrestato nel giugno scorso e ora la magistratura ha emesso gli otto provvedimenti restrittivi della libertà, rivolti a un cittadino cileno, sei ecuadoriani e un italiano, alcuni dei quali già pregiudicati per reati minori. Tra questi anche il fratello della vittima.

Tre sono le custodie cautelari in carcere, ma materialmente in cella si trovano soltanto due dei ragazzi: il 20 enne Retamal Soto Jhonatan e il 19 enne Seguro Garcia Dani, entrambi ecuadoriani. Il terzo è attualmente rimpatriato in Cile. Due le persone agli arresti domiciliari, Castillo Gonzales Riber (23 anni) catturato a Perugia, grazie alla collaborazione della squadra mobile locale e Rendom Mero Paul (20 anni) arrestato invece a Genova. Infine, gli obblighi di dimora con divieto di allontanamento da Genova sono scattati per Morales Mendoza Eric (19 anni), Valiz Calle Diego (20 anni) e per l’unico italiano coinvolto nei fatti accaduti la notte del 20 dicembre 2009, il 20 enne Davide Salamini, attualmente in sud America perchè particolarmente legato alla banda dei Latin King.

Le indagini hanno portato anche alla denuncia per rissa per 23 persone, tra le quali 8 minorenni e una donna, e al ritrovamento di 2 coltelli, 1 mazza da baseball, diverse spranghe di ferro e 2 dvd sulla guerra tra bande.

Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, la notte dell’omicidio è preceduta da diversi episodi di violenza, tutti dovuti a regolamento di conti per motivi futili. Una settimana prima, infatti, la banda dei Latin King aveva aggredito quella dei Vatos Locos all’interno della discoteca Coccodrillo,  senza conseguenze. Qualche giorno più tardi i Latin King tentarono ancora di colpire la fazione rivale nel locale Casa Nuestra, ma grazie all’intervento dei buttafuori della discoteca che individuarono la gang armata, il tentativo non andò a buon fine.

Il giorno dell’omicidio, secondo quanto testimoniato dalla polizia, le gang avevano tentato una mediazione per un patto di non belligeranza, purtroppo fallita. L’episodio aumentò ulteriormente la tensione, spingendo i Vatos Locos ad organizzare una spedizione punitiva all’interno del locale Zapata, conclusasi con l’uccisione del giovane Stefano Edoardo Perez Soto, dopo una rissa nella quale rimase ferito anche l’italiano Davide Salamini, colpito al braccio da un colpo di machete.