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Cronaca

Genova, convalidati arresti degli ultrà serbi

Italia Serbia Stadio Marassi

Genova. Agg. h. 12.25. Anche gli arresti degli ultimi due degli otto ultrà serbi arrestati dopo i disordini allo stadio Ferraris sono stati convalidati. Come per gli altri, anche per loro il gip Maurizio De Matteis ha disposto la custodia cautelare in carcere. I due, difesi dall’avvocato d’ufficio Mauro Traxino, sono accusati di resistenza aggravata a pubblico ufficiale e agli steward dello stadio.

Gli ultrà si sono detti estranei ai fatti. Il consolato serbo di Milano si è attivato negli ultimi giorni per far avere agli avvocati difensori i certificati di lavoro e anche i certificati penali dei quattro arrestati interrogati stamani, che risulterebbero tutti e quattro incensurati.

Sono continuati stamattina gli interrogatori nel carcere di Marassi, dove sono trattenuti quattro degli otto ultrà serbi protagonisti dei disordini avvenuti nella notte fra martedì e mercoledì, durante e dopo l’incontro Italia – Serbia.

I tifosi, difesi dagli avvocati d’ufficio Stefano Sambugaro ed Elisabetta Feilliene, sentiti stamani dal gip Maurizio De Matteis, sono accusati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Lunedì i difensori incontreranno il pm Cristina Camaiori per decidere se patteggiare o andare a giudizio.

Gli arresti sono stati convalidati per due dei quattro e per loro il gip Maurizio De Matteis ha disposto la custodia cautelare in carcere. Si tratta di Goran Tanic, di 30 anni, croato e Nenad Radovic, 20 anni serbo. Tanic, accusato di resistenza a pubblico ufficiale aggravata, si è dichiarato innocente. “Non ho fatto niente – ha detto al gip – anzi sono stato aggredito”.

Il ragazzo infatti ha una ferita e un trauma cranico. Anche Radovic si è dichiarato estraneo ai fatti e ha detto di non conoscere Ivan Bogdanov e di non fare parte di alcuna tifoseria organizzata. I due hanno inoltre detto al giudice di essere stati minacciati a Marassi dai detenuti albanesi e di voler essere trasferiti. Il gip ha preso atto delle dichiarazioni ed ha avvisato il direttore del penitenziario, Salvatore Mazzeo, per disporre misure di sicurezza.