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Genova, maxi truffa ai danni di Regione e Provincia: 24 denunciati

Genova. Corsi fantasma, fatture per operazioni inesistenti, finte consulenze. Questo è quanto emerso da un’indagine degli uomini delle fiamme gialle, iniziata l’anno scorso, che ha preso in esame sette aziende del capoluogo e della provincia.

Ventiquattro le denunce scattate per truffa a carico di consulenti, docenti e titolari di imprese sospettati di aver truffato alla Regione e alla Provincia di Genova per più di un milione di euro. Secondo i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, coordinati dal colonnello Dallerice, la truffa riguarderebbe fondi destinati allo svolgimento di corsi di formazione, al miglioramento delle infrastrutture, all’acquisto di macchinari, all’ottenimento della certificazione Iso 9001, all’incremento dell’occupazione e al sostegno degli investimenti e dell’innovazione organizzativa e commerciale delle piccole e medie imprese.

E’ stata passata al setaccio una notevole mole di documenti concernenti i rapporti intrattenuti dai consulenti con le diverse imprese percettrici dei contributi comunitari, ricostruendo anche l’iter procedurale delle pratiche per l’ottenimento delle agevolazioni.

Questo esame ha consentito di rilevare, inoltre, l’annotazione in contabilità di fatture per operazioni inesistenti per oltre 550 mila euro, posto che le spese rendicontate per l’ottenimento dei fondi sono risultate, in molti casi, fittiziamente sostenute.

Infatti, buona parte delle spese di consulenza documentate riguardava prestazioni in realtà non effettuate oppure elaborati predisposti a seguito di ricerche su siti internet pubblicamente consultabili, nonostante la veridicità delle spese rendicontate fosse affermata in apposite autocertificazioni.

I corsi di formazione talvolta non venivano materialmente svolti, così come non venivano assunti nuovi dipendenti, nonostante l’espresso impegno assunto dal richiedente in sede di presentazione della domanda di erogazione dei contributi.

Inoltre, sebbene la normativa di settore preveda che i beni acquistati con i fondi ricevuti con queste agevolazioni pubbliche siano vincolati ad un determinato impiego nell’azienda beneficiaria per un periodo minimo (di norma un quinquennio), è stato appurato che gli stessi sono stati prematuramente venduti.

Falso, truffa aggravata ai danni dello Stato, emissione e annotazione di fatture per operazioni inesistenti sono i reati ipotizzati a carico di consulenti, docenti nei corsi di formazione e titolari di imprese denunciati all’Autorità Giudiziaria.