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Genova, collegato al lavoro: secco no di Cgil

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Genova. Si è svolto questo pomeriggio, in concomitanza con il presidio della Cgil nazionale davanti a Montecitorio, il presidio organizzato dalla Cgil genovese davanti alla Prefettura di Genova per protestare contro il “collegato al lavoro” in via di approvazione alla Camera.

“Le modifiche apportate al documento dalla maggioranza- scrivono in una nota i responsabili genovesi Cgil- non hanno in realtà eliminato i motivi di preoccupazione che in più di un’occasione la Cgil ha espresso nei confronti di questo vero e proprio disegno controriformatore del processo e del diritto del lavoro. Anche le osservazioni del Capo dello Stato sono state di fatto ignorate. Il testo approvato non contiene infatti nessun intervento di cambiamento sui temi dell’arbitrato, della certificazione e del ruolo del giudice del lavoro; elimina anzi la norma che consente il ricorso all’arbitrato solo al momento dell’insorgere della controversia. Di fatto questo documento aggira l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori sui licenziamenti senza giusta causa, imponendo al lavoratore appena assunto e senza ancora la certezza del posto di lavoro di scegliere se in caso di controversia sul lavoro si rivolgerà ad un giudice o ricorrerà all’arbitrato.

Questo prospetta per il lavoratore una condizione costante di ricatto sul posto di lavoro mettendolo nell’impossibilità pratica di tutelarsi e far valere i propri diritti. In un momento di crisi occupazionale si da corpo ad una legge ingiusta e sbagliata che colpisce i diritti di tutti i lavoratori e in particolare dei giovani, dei disoccupati, delle donne, degli immigrati e di chi ha perso il posto di lavoro. Ci troviamo di fronte ad una vera e propria controriforma del diritto del processo del lavoro- conclude la Cgil- Il governo e la sua maggioranza, usano la crisi più grave degli ultimi anni per destrutturare il diritto del lavoro italiano, per minare nel profondo i diritti e le tutele dei lavoratori”.