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Genova, Cofferati e Camusso: “Sarà una grande manifestazione”

Genova. L’ex segretario generale della Cgil Sergio Cofferati, a margine del convegno “1970-2010: buon compleanno Statuto dei Lavoratori”,  ha commentato le dichiarazioni del ministro Roberto Maroni sul rischio di infiltrazioni violente alla manifestazione nazionale della Fiom. “Che non si ripeta ciò che è capitato a Genova con i serbi dentro allo stadio. Vanno individuati i violenti prima e fermati – ha spiegato – Ci sono tutte le condizioni perché sia una grande manifestazione,  perché porta argomenti condivisi da tanti lavoratori. Se esistono problemi relativi alla sicurezza, in virtù del pericolo d’infiltrazioni, beh, questi sono problemi che devono affrontare il ministro degli Interni e la Polizia”.

“La piattaforma sindacale proposta dalla Fiom dal mio punto di vista è non solo condivisibile, ma anche indispensabile per garantire a milioni di persone un futuro più sereno, con temi come quelli della democrazia nei luoghi di lavoro, cioé la possibilità delle persone di votare gli accordi che vengono fatti, o di stabilire per legge, applicando la Costituzione, l’obbligo alla certificazione degli iscritti per pesare la rappresentanza delle organizzazioni sindacali, e dall’altra parte la difesa del contratto nazionale come elemento di riunificazione delle condizioni materiali, sono temi che è giusto porre – ha concluso Cofferati – Non riguardano solo chi lavora, sono un elemento della qualità del lavoro, e del rispetto dei diritti collettivi. Sulla sicurezza la Cgil farà la sua parte, ma la sicurezza è il compito principale del ministro degli Interni”.

Sussanna Camusso, vice segretaria nazionale Cgil, ha parlato di caccia alle streghe: “Per il corteo nazionale della Fiom la sensazione, che continua a rimanere, è che il ministro Maroni stia scaricando fuori da sé le responsabilità dell’ordine pubblico, che fino a prova contraria spettano alle forze dell’ordine e al ministro degli Interni”.

“Ho visto titoli di alcuni giornali un po’ terrificanti – ha concluso Camusso –  c’é la sensazione di costruzione di una caccia alle streghe, non è la sensazione di un attenzione giusta a una grande manifestazione democratica di questo tipo”.