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Genova, al via decimo congresso di cardiologia preventiva

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Genova. E’ iniziato oggi e si concluderà sabato 16 ottobre ai Magazzini del Cotone il decimo congresso nazionale dell’associazione italiana di Cardiologia preventiva e riabilitativa, presieduta dal professor Carmine Riccio, past president, il dottor Raffaele Griffo, responsabile della struttura complessa di Cardiologia riabilitativa di Asl3 genovese.

I temi affrontati quest’anno, di grande interesse sia per il cardiologo clinico sia per gli specialisti di area internistica e i medici di Medicina Generale, sono numerosi e mirati alla progettazione e realizzazione di percorsi appropriati che garantiscano a ciascun cardiopatico un’assistenza adeguata al proprio profilo di rischio: dalla gestione nel breve e lungo termine del paziente cardio operato, al management delle principali comorbilità, sempre più frequenti nel paziente cardiopatico cronico, dalla valutazione critica delle odierne indicazioni ad un trattamento riabilitativo
cardiologico, alla messa a fuoco di alcune problematiche pratiche nella prevenzione secondaria del cardiopatico ischemico.
La tre giorni genovese è anche occasione per un confronto fra addetti del settore sull’importanza dell’esercizio fisico, considerato una delle terapie più efficaci e nel contempo più sottoutilizzate nella cura del malato di cuore, e sull’educazione-counseling per ottenere nei pazienti aderenza ai farmaci e alle modificazioni dello stile di vita. In considerazione della rilevanza, per il percorso terapeutico e riabilitativo post operatorio del soggetto cardiopatico, risulta fondamentale potenziare l’efficacia del collegamento tra o spedale e territorio, utilizzando modalità condivise di comunicazione e, in particolare, la revisione critica di un vecchio ma sempre validissimo strumento: la lettera di dimissione.
Il nuovo piano di indirizzo nazionale in materia di riabilitazione, non solo cardiologica, ha introdotto alcune novità rispetto al piano di indirizzo del 1998: in particolare, oltre alla proposta di adozione del modello Bio-Psico-Sociale, che pone al centro del sistema il cittadino disabile e il suo contesto familiare nella loro interazione con l’ambiente sociale e con le istituzioni, nel piano viene riconosciuta ed incoraggiata l’esistenza di reparti di riabilitazione intensiva ad alta specializzazione, tra cui le unità per gravi patologie cardiologiche disabilitanti, nella quale si riconosce appieno anche la Struttura di Cardiologia riabilitativa di Asl3.