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Gang latinoamericane: storia di un genovese che si crede un Latin King

Genova. Risse, regolamenti di conti, accoltellamenti, annientamento delle gang rivali. Milano e Genova, le città preferite dalle gang latino americane, un fenomeno che sembra dilagare costantemente, che a volte spinge anche giovani italiani a riconoscersi come appartenenti alle “famiglie”, a parlare spagnolo, a combattere per la causa, a negare le proprie origini. E’ il caso di Davide Salamini, il 20 enne per il quale è scattata la misura di custodia cautelare con obbligo di dimora in seguito alle indagini relative all’omicidio di Stefano Edoardo Perez Soto, il 17enne cileno ucciso lo scorso dicembre nel centro sociale Zapata, durante una rissa scoppiata tra le bande latino americane Latin King e Vatos Locos.

Lui, come spiega Alessandra Bucci, vice questore di Genova: “Si sente spagnolo e, a volte, parla anche meglio degli altri componenti della gang”. Il ragazzo, particolarmente  legato alla Banda ecuadoriana dei Latin King, è tra i 23 denunciati per rissa dopo i fatti accaduti la notte del 20 dicembre 2009. Davide, la sera dell’omicidio era stato ferito gravemente al braccio, difendendosi da un colpo  di machete indirizzato alla testa.

Ma quanti italiani entrano a far parte delle bande sudamericane? Nono molti secondo il vice questore di Genova: “Il fenomeno non è molto radicato, soltanto qualche ragazzino vuole fare il bullo, ma presi singolarmente sono facilmente gestibili”. Non sembra essere poi una cosa accettata dagli stessi componenti delle gang. “Salamini  – spiega il vice questore Bucci – non potrà mai diventare un ‘anziano’ all’interno della banda. Secondo le regole del clan, chi non è sudamericano non potrà mai ricoprire un carica all’interno della scala gerarchica”. Questa regola poi sembra ancora più radicata all’interno dei Latin King. “A differenza dei Vatos Locos, continua Bucci – che non hanno un’organizzazione e che sono composti da più nazionalità sudamericane, i Latin King tendono ad essere formati solo da ecuadoriani, hanno una vera e propria scala gerarchica, una cassa fondi e un avvocato”.

Piccole organizzazioni criminali crescono, insomma, soprattutto tra Lombardia e Liguria. Anche se il fenomeno sembra dilagare, in piccola parte, anche in altre città. Castillo Gonzales Riber, il 23 enne ecuadoregno per il quale sono scattati gli arresti domiciliari, è stato infatti fermato a Perugia, grazie alla collaborazione della squadra mobile locale. “Basta uno sguardo – spiega  Bucci –  un saluto negato, un flirt con la ragazza sbagliata e scatta la violenza”. Si può quindi diventare criminali, anche per motivi così futili.

Davide adesso si trova in Sud America, ma presto ritornerà in Italia. Probabilmente mangierà ancora nachos, ma si spera senza più prendere un colpo di accetta.