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Frane, alluvioni e terremoti minacciano 24 milioni di italiani e un milione di edifici

Il pericolo frane e alluvioni incombe sugli italiani. Sono infatti 6 milioni gli italiani che vivono nei 29.500 chilometri quadrati ad alto rischio idrogeologico. Inoltre, sono oltre 24 milioni i residenti in aree ad elevato rischio sismico di 725 Comuni, dove sussistono 27.920 scuole, 2.188 ospedali e oltre 6 milioni di edifici, residenziali e non. Frane e alluvioni minacciano poi 1.260.000 edifici, oltre 6.000 scuole e 531 ospedali. Questi i numeri che ci fanno tremare davanti ad una natura spesso incontenibile. Un quadro emerso dal primo “Rapporto sullo stato del territorio italiano” realizzato dal centro studi del Consiglio nazionale dei Geologi (Cng), in collaborazione con il Cresme.

Le certezze arrivano sui costi di dissesto idrogeologico e terremoti, che in 60 anni abbiamo pagato per 213 miliardi di euro. Propio ieri, da Cengio, il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, ha ricordato il piano straordinario nazionale da 1,2 miliardi di euro che vede il raddoppio delle risorse grazie al supporto delle Regioni. Tuttavia, secondo lo studio Cng-Cresme, della spesa totale per l’ambiente nel decennio 1999-2008, pari a 58 miliardi e 235 milioni di euro (0,7% della spesa complessiva) la parte del leone la fa la spesa per personale e acquisto di beni e servizi. Mentre il ministero dell’Ambiente, sulla base dei Piani stralcio per l’assetto Idrogeologico (Pai) stima un fabbisogno di 40 miliardi per mettere in sicurezza idrogeologica l’intero territorio nazionale. A preoccupare i geologi è anche l’incremento demografico dovuto all’immigrazione nello scenario previsionale 2010-2019: è possibile stimare un’ulteriore domanda di case, con valori che se a livello nazionale toccano il 4% di abitanti in più, con riferimento alle regioni del Nord-Est giungono addirittura al 7,9%. E i geologi ribadiscono quindi l’assoluta necessità di messa in sicurezza di contesti territoriali “fragili”.