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Famiglia, Giovanardi: “Stessi diritti per figli legittimi e naturali”

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Regione. Scompare la distinzione tra figli legittimi e naturali: avranno tutti gli stessi diritti. Lo ha annunciato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega alla Famiglia, Carlo Giovanardi, in una conferenza stampa a palazzo Chigi, per illustrare l’approvazione della delega al governo in materia di filiazione.

”Si cancella – ha detto Giovanardi – ogni differenza tra figli nati dentro il matrimonio e fuori. Tutti i figli hanno lo stesso stato giuridico, ma non solo: all’interno del ddl vengono introdotti principi innovativi per la potestà dei genitori, soprattutto per i diritti dei figli ad essere ascoltati. Era stato introdotto anche il concetto del diritto ad essere amato, ma questa parte è stata tolta dal Cdm, perché non è un diritto esigibile dal punto di vista legale. Un altro punto importante è quello relativo all’affidamento condiviso e al problema dell’abbandono dei figli. Si chiariscono infatti le condizioni di affidabilità di un bambino”.

Come spiega il comunicato sulla riunione del Cdm, “Il Consiglio ha approvato un disegno di legge delega, illustrato dal sottosegretario Carlo Giovanardi che ne ha coordinato la fase istruttoria, volto a modificare la disciplina in materia di filiazione con il fine di assicurare una sostanziale equiparazione dei diritti dei figli legittimi con quelli dei figli naturali. Il governo perviene a questo significativo traguardo, che antepone il valore e la centralità della persona umana ad ingiustificate differenze sullo stato di figlio, in attuazione dei principi sanciti dalla Costituzione (articoli 2, 3 e soprattutto 30) e degli indirizzi fissati da Trattati internazionali, tra i quali la Carta di Nizza sui diritti fondamentali dell’Unione europea (vincolante per l’Italia a seguito dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona) e la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo. Con una fondamentale innovazione nel Codice civile, la delega rende prossima la disciplina dello status unico di ‘figlio’, eliminando (anche sotto un profilo lessicale) la distinzione tra legittimo e naturale e prevedendo, laddove si renda comunque necessario indicarne l’origine, l’impiego delle definizioni di ‘figli nati nel matrimonio’ e di ‘figli nati fuori dal matrimonio’, in ciò adeguandosi alla formula adottata dall’articolo 30 della Costituzione”.

”Era ora – ha commentato Rosy Bindi, vicepresidente della Camera e presidente dell’assemblea nazionale del Partito democratico – Verificheremo in Parlamento il merito del disegno di legge licenziato oggi dal Consiglio dei ministri, per assicurarci che contenga norme che superino davvero le differenze ancora esistenti tra figli nati dentro e fuori dal matrimonio. Peccato che per compiere questo passo, di elementare civiltà giuridica, il governo abbia perso ben due anni”.