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Confartigianto: buona l’assistenza medica, ma alti i tempi di pagamento di Asl e ospedali

Regione. I liguri sono soddisfatti dell’assistenza medica del servizio sanitario regionale? Si direbbe di sì. Almeno da quanto emerge dallo studio di Confartigianato Persone che ha messo sotto la lente d’ingrandimento la qualità, l’efficienza e la prevenzione nella sanità italiana tra il 2001 e il 2008. Il 97,1% degli utenti intervistati dall’ufficio studi di Confartigianato ha espresso piena soddisfazione per il lavoro svolto dai medici degli ospedali delle cinque Asl liguri. La Liguria, sempre secondo Confartigianato, si piazza così al primo posto in Italia per grado di soddisfazione dell’utenza, seguita dall’Umbria (95,3%), dalla Valle d’Aosta (94,7%) e dalla Puglia (93,2%).

Oltre la media nazionale, che si attesta sul 65,5%, anche la soddisfazione dei degenti liguri in fatto di vitto: il 71,4% hanno dichiarato di gradire la cucina delle mense ospedaliere. Di poco superiore alla media italiana (78,5%), invece il gradimento della pulizia dei servizi igienici ospedalieri (sono solo il 79,7% i soddisfatti in Liguria). Poco da obiettare i liguri hanno anche sulle cure prestate tra le corsie dei nosocomi da parte del personale infermieristico: il 95,6% è soddisfatto. Solo in Valle d’Aosta lo sono di più (97,6%).

Se la percezione da parte degli utenti del servizio ospedaliero è buona con punte di eccellenza, quasi ottimo è lo stato della gestione rilevato dai controlli dei Nas (dati Ispesl su fonte dossier Nas 2007 rielaborati dall’Ufficio studi Confartigianato). Su 21 strutture ispezionate, solo in un caso è stato rilevato un illecito alle normative in fatto di igiene e sicurezza. Certo il campione non è alto: 21 controlli contro i 99, per esempio, in Lombardia, gli 84 nel Lazio e gli 81 in Sicilia. A conti fatti comunque anche la Liguria può vantare un veniale 4,8% di strutture con illeciti, la più bassa percentuale in Italia, un misero 10% della media nazionale (48,9% delle strutture).

Rassicuranti anche i dati sui settori delle Asl liguri che hanno la certificazione di qualità Iso 9000: la Liguria si piazza seconda con il 13,8% di settori certificati, seconda solo alla Lombardia (15,4%), scavalcando sul podio la quotata Emilia Romagna (12,3%).

“Tuttavia le dolenti note non mancano e se si guardano le voci che più direttamente riguardano le pmi la pillola da ingoiare in fatto di sanità rimane dal gusto amaro. Le imprese, infatti, si trovano tra l’incudine e il martello rappresentati dall’Irap e dai tempi di pagamento, ancora troppo lunghi, di Asl e ospedali – spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – Un problema purtroppo diffuso non solo nel settore sanitario, ma in tutta la pubblica amministrazione, e che rischia, soprattutto in tempi di crisi, di dare la mazzata finale a molte micro e piccole imprese”.

I dati raccolti da Confartigianato rivelano che i tempi medi di pagamento da parte delle Asl liguri sono in calo, ma minimo. Dai 161 giorni del 2008 si è passati ai 137 di giugno 2010.

Il totale dovuto da Asl e ospedali liguri ai propri fornitori si aggira sui 523 mila euro, circa 70 mila euro in meno di quanto riscontrato a dicembre 2008. L’Irap, pagata da ditte individuali e società di persone, ammontava, nel 2007, a 174 milioni di euro (elaborazione ufficio studi Confartigianato su dati dei ministeri dell’Economia e della Salute). “L’Irap in Italia – commenta Grasso – contribuisce a sostenere le spese del sistema sanitario nazionale. Le nostre imprese subiscono oltre al danno la beffa: finanziano le Asl e gli ospedali pagando l’Imposta regionale sulle attività produttive, ma vengono beffate quando sono costrette ad attendere mesi e mesi per il pagamento dei servizi svolti per le strutture sanitarie”.

Nel documento di programmazione economico-finanziaria della Regione Liguria per il triennio 2011-2013 si stima che entreranno nelle casse regionali, sotto forma di Irap, 919 milioni di euro nel 2011, 943 nel 2012 e 971 nel 2013.