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Charter Yacht: una condanna a sei mesi e un’assoluzione

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Genova. Il gup Silvia Carpanini ha condannato a sei mesi, con rito abbreviato, Fabrizio Bacigalupo, legale rappresentante di una società accusato di malversazione ai danni dello Stato per aver usato finanziamenti pubblici pari a circa 170 mila euro per l’acquisto di un’imbarcazione di 16 metri e mezzo che avrebbe dovuto essere usata per attività di chartering.

Un altro imputato per lo stesso reato, Marcello Pirani, che era socio accomandante, è stato invece assolto. Il gup ha anche ordinato il sequestro dell’imbarcazione. Il pm Ranieri Vittorio Miniati il 20 ottobre scorso aveva chiesto la condanna del primo a otto mesi e l’assoluzione per il secondo, oltre alla confisca dell’imbarcazione.

Lo yacht era stato comperato nel 2005 dopo aver ottenuto un finanziamento da Sviluppo Italia. Secondo l’accusa, in un primo tempo sostenuta dal sostituto procuratore Paola Calleri, quella barca non sarebbe mai stata affittata, come previsto dal contratto, ma sarebbe stata usata per fini privati. Secondo la difesa, sostenuta dagli avvocati Pietro Bogliolo per Bacigalupo e Fabio Maggiorelli per Pirani, l’imbarcazione avrebbe subito due incidenti, uno nel 2006 nella baia di Talamanca, in Spagna e uno nel 2009, nel porto di Genova. Per questo motivo, sostengono i legali, il chartering non sarebbe stato effettuato.