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Carlo Felice: siglata l’ipotesi di accordo

Genova. Carlo felice: la trattativa tra sindacati (Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil Genova) e vertici del teatro è cosa quasi fatta. Le organizzazioni sindacali hanno firmato l’ipotesi di accordo. Dopodichè, domani, o probabilmente sabato mattina, il protocollo siglato verrà sottoposto alla consultazione dei lavoratori. Si, dunque, ai contratti di solidarietà di tipo b, per due anni, con una riduzione al 60% del monte ore.

“Questa è la risposta alla liquidazione coatta. Ieri abbiamo impostasto l’accordo- ha spiegato il Segretario generale Slc Cgil, Scandolo Maria Pia- ma a due condizioni: l’assicurazione sui crediti maturati da retribuire, e una soluzione economica per la retribuzione di settembre e ottobre. Inoltre, abbiamo ottenuto che la parte a carico dell’azienda, invece di essere reinvestita, venga data ai lavoratori, ottenendo così una copertura economica dell’80%.
Il contratto solidarietà- ha spiegato poi Maria Pia Scandolo- prevede una diminuzione di orario, cioè si lavora meno, ma tutti, e, soprattutto, è flessibile. Se cambiano le condizioni, si può modificare. La cassa integrazione, invece, corrisponde a mancata liquidità e quindi mancata retribuzione. Non conosco altri ammortizzatori sociali che possano dare queste opportunità ai lavoratori e all’azienda, anche perchè per noi il punto fermo era uno: i lavoratori non dovevano rimetterci nulla di quanto già lavorato e guadagnato. Auspichiamo ora che il cda trovi sponsor per rilanciare”.

A fronte di un passivo patrimoniale di 17 milioni di euro e di una proiezione economica che vede l’ente lirico in perdita di 3,7 milioni di euro al 31 dicembre 2010, con una differenza tra costi e ricavi per il 2011 stimata intorno ai 7 milioni di euro, la situazione del teatro cittadino rimane critica. Le proposte del sovraintendente, Giovanni Pacor, e del cda del teatro vanno in una triplice direzione: mantenere il livello occupazionale senza operare licenziamenti, fare ricorso ai contratti di solidarietà come alternativa alla liquidazione e rilanciare il teatro, attraverso un solido programma artistico biennale, e una riorganizzazione delle funzioni principali del teatro stesso, incrementando ricavi e razionalizzando i costi.
Su questi punti le organizzazioni sindacali confermano la disponibilità: “Consapevoli del sacrificio che si chiede ai lavoratori, prendiamo atto e confermiamo la disponibilità all’utilizzo dei contratti di solidarietà per due anni, con il 60% del monte ore complessivo per ogni lavoratore”.

In cambio la Fondazione Carlo Felice si impegna a non licenziare, a ridurre i compensi dei dirigenti e dei lavoratori a progetto, in maniera comparata rispetto agli altri lavoratori e a erogare regolare retribuzione al primo novembre 2010.
Siglato l’accordo, le parti si incontreranno ogni due mesi per discutere del contratto di solidarietà, dell’andamento occupazionale, dello sviluppo della programmazione artistica del Teatro e della sua situazione economica-finanziaria.
Quanto ai sindacati autonomi della Fials- Cisal, contrari all’ipotesi di accordo sui contratti di solidarietà: “Noi abbiamo fatto l’incontro con tutti e quattro i segretari nazionali, compresi loro, dove venivano proposti i contratti di solidarietà. Cosa poi li abbia fatto cambiare idea, bisognerebbe chiedere direttamente a loro” ha chiosato il segretario generale Slc Cgil .