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Carlo Felice: il cda ha dato il via libera ai contratti di solidarietà

Genova. E’ arrivato nella tarda serata di ieri il via libera del Consiglio d’amministrazione del Carlo Felice ai contratti di solidarietà per risolvere la crisi del Teatro genovese.

Dopo la votazione dei dipendenti del Teatro chiamati a esprimersi sull’ipotesi di accordo siglato da Cgil, Cisl e Uil, il Cda procederà questa mattina a ratificare l’accordo con i sindacati. Il tema del futuro del Carlo Felice è stato anche al centro di un dibattito organizzato a Palazzo Ducale dal quotidiano La Repubblica.

“La continuità delle alzate di sipario era per noi una condizione imprescindibile – ha detto nel suo intervento il sindaco Marta Vincenzi – così come la difesa dei valori storici della nostra cultura”. Il sindaco ha ripercorso questi ultimi mesi di crisi insistendo sulla necessità di “cambiare rotta, immaginare un’organizzazione diversa e più trasparente, capace di gestire bene nonostante le difficolta”.

Posizione condivisa da Riccardo Garrone, membro del Cda della Fondazione lirica genovese, in quota Comune: “Ho accettato questo incarico – ha affermato – perché sento il Carlo Felice un po’ come una mia creatura. Alla vigilia della sua inaugurazione, infatti, intervenni con una sponsorizzazione che permise all’allora Ente lirico di uscire da una situazione molto difficile. Oggi è necessario cambiare sistema. E’ vero che il Teatro è un’azienda anomala, ma nessuna azienda può sopravvivere con questi conti”.

Al dibattito sono intervenuti anche due sovrintendenti: Marco Tutino del Teatro di Bologna e Walter Vergnano del Regio di Torino. Per entrambi preoccupa la situazione di tutti i Teatri italiani, dato che il Fus il prossimo anno sarà ulteriormente tagliato.

“Noi a Torino – ha detto Vergnano – abbiamo chiuso fino al 2009 il bilancio in pareggio, ma dal prossimo anno entreremo inevitabilmente in crisi. Lo Stato ci deve dire che cosa vuole fare dei teatri, quale politica culturale vuole seguire e darci risorse idonee a perseguirla”. “Senza una revisione totale del contratto nazionale – ha aggiunto Tutino – non si andrà da nessuna parte”. L’assessore comunale genovese alla Cultura Andrea Ranieri ha sottolineato il valore dell’accordo: “Aver portato il Ministero del Lavoro a intervenire con i contratti nel settore della cultura è un passo significativo. Fino a questo momento non era avvenuto”