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drammaturgia contemporanea piccola Corte

Drammaturgia contemporanea, rassegna alla Corte

13/05 » 18/07

EVENTO A PAGAMENTO
: - Inizio ore 20.30

Genova. Prodotta dal Teatro Stabile di Genova, la rassegna di drammaturgia contemporanea giunge quest’anno alla XX edizione e ribadisce il tradizionale interesse dello Stabile per i nuovi autori del teatro internazionale.

Dal 1996 la Rassegna ha già sperimentato 63 nuovi testi, numerosi dei quali sono poi diventati dei veri e propri spettacoli di produzione. Realizzata anche con la collaborazione degli istituti di cultura stranieri operanti in Liguria, la rassegna propone quest’anno sul palcoscenico della Piccola Corte cinque nuovi testi: due provenienti dalla Gran Bretagna e, uno ciascuno, dalla Repubblica Sudafricana, dall’Italia e dalla Svezia. Prezzi: posto unico 5 euro; abbonamento a tutta la rassegna 15 euro.

DUE (Two) – Gran Bretagna
di Jim Cartwright (versione italiana Serena Zampolli)

da mercoledì 13 a sabato 23 maggio – ore 20,30 (domenica e lunedì riposo)

Regia Massimo Mesciulam – Interpreti Angela Ciaburri e Davide Mancini

Due attori, per 14 personaggi, raccontano una sera in un pub gestito da marito e moglie. Gli avventori entrano ed escono, litigano e si amano, mettono a nudo nell’alcool la propria solitudine o le proprie speranze. Intanto si definiscono i rapporti tra i due gestori del pub, che sono una coppia affiatata, ma resa attonita e reciprocamente ostile dal ricordo della morte in un incidente d’auto del loro unico figlio di sette anni. Alla fine i due riescono a parlarsi e la commedia si scioglie in un pur melanconico happy end.

Nato nel 1958 a Farnworth nel Lancashire, Jim Cartwright è un affermato drammaturgo di fama internazionale. Two è stato scritto nel 1989, dopo il grande successo ottenuto al Royal Court con Road. Negli anni successivi, Cartwright si occupa anche di cinema e firma numerosi altri testi, tra i quali Eight Miles High (1991), The Rise and Fall of Little Voice (1992), Hard Fruit (2000) e Mobile Phone show (2014).

IL CANTO DELLA VALLE (Valley Song) – Repubblica Sudafricana

di Athol Fugard (versione italiana Franco Arato)

da mercoledì 27 maggio a sabato 6 giugno – ore 20,30 (domenica e lunedì riposo)

Regia Matteo Alfonso – Interpreti Nicola Pannelli e Elisabetta Manzullo

Storia del Sudafrica negli anni di passaggio dall’apartheid alla difficile conquista della modernità. Il tutto raccontato attraverso i rapporti tra un vecchio Nonno legato al passato e una Ragazzina che sogna il nuovo, mentre il Narratore interviene a epicizzare un assunto che oscilla abilmente tra lo storico e il psicologico.

Scritto nel 1996 da un autore, attore e regista nato a Middelburg in Sudafrica nel 1932, Valley Song è opera di un drammaturgo che a suo tempo interessò anche Peter Brook, il quale ne mise in scena Sizwe Banzi is Dead (spettacolo visto anche a Genova). Attualmente Fugard insegna drammaturgia, regia e recitazione all’Università della California di San Diego.

CODICI CIFRATI (Ciphers) – Gran Bretagna

di Dawn King (versione italiana Luca Viganò)

da mercoledì 10 a sabato 20 giugno – ore 20,30 (domenica e lunedì riposo)

Regia Tommaso Benvenuti – Interpreti Valeria Angelozzi, Roberto Serpi, Irene Villa, Giovanni Annaloro

Un mondo di spie e di spiati, ma anche di relazioni reciproche tra colleghi e di rapporti interpersonali, nei quali si mescolano il lavoro e il sesso, di paura e di morte. Quasi un giallo d’ambientazione internazionale per un testo agile e scorrevole che la Dawn King costruisce con abilità attraverso dialoghi incalzanti e l’intrecciarsi di scene (anche molto brevi) nelle quali il doppio ruolo previsto per ciascun interprete concorre a creare un complesso e ambiguo gioco degli specchi.

Giovane drammaturga inglese, Dawn King è balzata alla ribalta della scena anglosassone quando nel 2011 ha vinto con Foxfinder un concorso che le ha permesso di essere rappresentata dal National Theatre di Londra. Messo in scena nel 2013, Ciphers è il secondo testo scritto da un’autrice che scrive anche regolarmente per la radio e per la tv.

SANGUE AMARO – Italia
di Mariagrazia Pompei e Valerio Marini

da mercoledì 24 giugno a sabato 4 luglio – ore 20,30 (domenica e lunedì riposo)

Regia Jacopo-Maria Bicocchi – Interpreti Mariagrazia Pompei, Mario Cangiano, Marco De Gaudio, Roxana Doran, Daniela Duchi, Michele Maccaroni

Grottesco gioco di famiglia, in una modesta casa popolare di Roma. Il vecchio nonno malato d’alzheimer, la madre che manda avanti la casa con un figlio minore delinquente e una figlia un po’ ritardata. C’è anche una ragazza che fa da badante al nonno in cambio di alloggio e per amore del figlio del quale è l’amante. Per ripagare lo strozzino dei soldi bruciati dal nonno, il figlio organizza una rapina con un compare. Finisce male. Il ragazzo viene arrestato, ma subito inviato ai domiciliari anche perché nel frattempo la ragazza gli dà un figlio. Il problema è ora come restituire i soldi allo strozzino. Infine, comunque, una soluzione viene trovata.

Scritto in collaborazione con Valerio Marini, Sangue amaro è opera di una giovane attrice formatisi alla scuola dello Stabile di Genova.

APATIA PER PRINCIPIANTI (Apatiska for nyborjare) – Svezia
di Jonas-Hassen Khemiri(versione italiana Alessandro Bassini)

da mercoledì 8 a sabato 18 luglio – ore 20,30 (domenica e lunedì riposo)

Regia Mario Jorio – Interpreti Alice Giroldini, Sarah Pesca, Daniele Madeddu, Sarah Paone, Francesco Russo, Emanuele Vito

Dal libro-documento di Gellert Tamas. Inchiesta in flashback sul curioso fatto, accaduto alle soglie del terzo millennio, che in Svezia i figli degli immigrati cadono affetti di una malattia che li rende apatici nei confronti di tutto e tutti. Le autorità sostengono che siano i genitori che li avvelenano per poter avere il visto di soggiorno e così rimanere in Svezia. I genitori negano. L’inchiesta procede.

Nato a Stoccolma nel 1978, Khemiri è un romanziere e drammaturgo considerato tra i migliori della Svezia odierna. Di padre tunisino e madre svedese, è autore dal 2003 di alcuni romanzi, tra i quali Una tigre molto speciale, pubblicato anche in Italia. Per il teatro, ha scritto opere più volte rappresentate non sol in patria.

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