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Sindacati e imprese dal Prefetto: “Genova è diventata un’isola infelice”.

Genova. “Serve continuità territoriale perché Genova è diventata un’isola, ma infelice, e i dati di crescita dell’Aeroporto lo dimostrano, ormai qui si arriva solo così”. Paolo Odone, Presidente della Camera di Commercio di Genova e dell’Aeroporto riassume in una sola frase tutta la drammaticità della situazione. Una città ferita che, solo grazie a forti modifiche nel decreto, si potrà risollevare. A dirlo, a Roma, imprenditori e sindacati che ieri hanno partecipato all’audizione, alla Camera dei Deputati e oggi hanno presentato un documento congiunto al Prefetto, con le modifiche al decreto Genova.

prefettura

Molti, ovviamente, i punti al centro delle critiche, dai fondi, troppo pochi per fare fronte all’emergenza, alla Cassa in deroga retroattiva, per la quale servono risorse, fino alle tempistiche che rischiano di essere messe in discussione da possibili ricorsi. “Genova può resistere ancora un anno e mezzo, al massimo – spiega il Presidente di Confindustria, Giovanni Mondini – e i conti delle aziende sono ancora difficili da quantificare. I 400 milioni di cui si è parlato, infatti, sono una stima dei rimborsi che sono stati chiesti dalle aziende tramite il Modello AE, ma noi pensiamo che siano ancora pochi”.

Dai sindacati, quindi, arriva l’allarme sulla la cassa integrazione in deroga “retroattiva” per circa 2.500 lavoratori senza ammortizzatori sociali delle piccole e medie aziende genovesi colpite direttamente dal crollo del ponte Morandi. Cassa che, ‪a partire dal 14‬ agosto scorso dovrebbe andare avanti per almeno tutto il 2019 per la quale sono necessari almeno 45 milioni di euro.

“L’Inps sblocchi immediatamente le risorse”, chiede il Segretario di Cgil, Federico Vesigna, mentre Luca Maestriperi, segretario della Cisl, ricorda che: “Servono almeno 15 milioni per coprire ‪dal 14 agosto al 31 dicembre 2018‬ per dare una prima risposta ai lavoratori che rischiano di perdere il posto senza tutele”, Infine, secondo Ghini, “c’è bisogno della cassa in deroga prima della conversione in legge del decreto, perché già oggi i lavoratori stanno soffrendo”.