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Indennizzi agli sfollati, quel “nonché” da azzeccagarbugli che fa litigare Rixi e il comitato di via Porro

In totale saranno 2025,5 euro al metro quadro più l'indennità di circa 81.000 euro a immobile a causa dello sgombero. "Inoltre", i soldi del Pris

Genova. Forse alla fine tutto si risolverà nel giro di poche ore, ma la questione è stata spinosa e lo scontro acceso tra il comitato di sfollati di Ponte Morandi e il viceministro ai Trasporti Edoardo Rixi, che questa mattina si era fatto portavoce del governo confermando l’inserimento degli indennizzi agli sfollati nell’articolo 1 del decreto Genova, in base a un emendamento del governo stesso. (Ne abbiamo parlato qui.)

Secondo Franco Ravera, presidente del comitato degli sfollati, però, dalla lettura del testo dell’emendamento dove si parlava dello stanziamento di una determinata cifra contenente la valutazione degli appartamenti “nonché” i fondi legati alla legge regionale Pris, si evinceva che i soldi in totale sarebbero stati ben meno rispetto al previsto. “Abbiamo a che fare con il signore di Nottingham, altro che con Robin Hood”, aveva chiosato, scatenando le ire del governo. Ma come? Deve aver pensato il viceministro, i fondi ci sono.

A quanto pare, quel nonché, nella relazione tecnica legata all’emendamento è tradotto – come se fosse un sinonimo – con un “inoltre” e quindi la cifra finale dovrebbe corrispondere, effettivamente alle richieste. “Abbiamo fatto un approfondimento anche con la Casellati – ha spiegato Ravera alla fine dell’incontro con la presidente del Senato – e si è disquisito anche su come sia stato scritto l’emendamento all’articolo 1 bis, comma 2, del decreto urgenze, bene anche lei ha convenuto che poteva essere scritto con un linguaggio più chiaro”.

Per concludere, i valori riconosciuti per gli immobili evacuati a causa del crollo di ponte Morandi e dell’istituzione della zona rossa, saranno uguali a un indennizzo di 2025,5 euro al metro quadro più l’indennità di circa 81.000 euro a immobile a causa dello sgombero. “Sommando le singole voci che vanno a comporre il valore riconosciuto alle unità immobiliari – si legge sull’agenzia Dire – si arriva a un importo di 2.075,50 al metro quadro e non di 2025,5 come scritto nella relazione tecnica. Agli immobili sono, infatti, riconosciuti 1.300 euro al metro quadrato come puro valore venale a cui aggiungere 262,5 euro al metro quadro per l’acquisto della nuova abitazione e ulteriori 500 euro al metro quadro di bonus. A completare gli indennizzi, i 45.000 euro già previsti dalla legge Pris regionale e 36.000 euro di indennità aggiuntiva per l’improvviso sgombero. Inoltre, la norma prevede che nel caso in cui gli sfollati non acconsentissero a una cessione volontaria dell’immobile, subirebbero un esproprio con indennità diminuita del 10% complessivo”.

“Con gli sfollati abbiamo visto quali sono le proposte del decreto e mi sembra che ci sia soddisfazione per tutti. Sta loro comunque dire quello che pensano e non a me. Io penso che siamo sulla strada giusta. Se chiedono di scriverlo meglio, ci proveremo ma il succo mi mi sembra a posto”. ha detto il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione dopo il crollo di Ponte Morandi, Marco Bucci, al termine dell’incontro in Prefettura a Genova con la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, il governatore Giovanni Toti e una rappresentanza di sfollati.

“Abbiamo rapidamente analizzato l’emendamento all’articolo 1 del decreto che introduce gli indennizzi per gli sfollati e recepisce quanto stabilito dalla legge regionale, introducendo anche un lieve incremento. Io che ho spesso criticato il governo, adesso devo dire bravi”. ha detto il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, chiudendo ogni incomprensione della prima lettura. “In questo caso è stato fatto un buon lavoro di coordinamento – prosegue il governatore – la legge regionale è stata interamente recepita nel decreto. Mi auguro ovviamente che il Parlamento lo approvi ma è già un buon passo avanti per dare risposte a quei cittadini. Ora proseguiamo nel costruire un buon provvedimento anche per le imprese, per tutto il resto della città, per il porto e soprattutto per ricostruire rapidamente il ponte”.

L’ultima a uscire dalla Prefettura è proprio la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati: “Mi ha molto colpito il garbo degli sfollati che sono quelli maggiormente colpiti da questa sciagura. Per me questo è un significato profondo perché vuol dire che hanno una grande fiducia nelle istituzioni.Hanno mostrato una grande, grande dignità. È una lezione per tutti”. ha detto la presidente Casellati che ha poi parlato dell’emendamento: “siccome nel testo dell’emendamento c’è una parola che, se cambiata, darebbe maggiore chiarezza, abbiamo confortato gli sfollati sul fatto che la relazione tecnica che accompagna il provvedimento chiarisce esattamente il senso dell’emendamento nella direzione che lo auspicano. È vero che si può modificare per dare una maggiore tranquillità Ma la relazione tecnica è molto, molto chiara”.