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Genova nel cuore: lo sport abbraccia la cittá

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Dove posso comprare le magliette?” Questa domanda riecheggia per le strade, sui social, nei forum, per passaparola… Le t-shirt “Genova nel cuore” sono un simbolo che genovesi, e non, vogliono indossare per ricordare e non dimenticare, come messaggio di solidarietà e speranza. Le file presso i punti vendita a Genova sono state interminabili per ore, tutti risolutamente hanno voluto donare un pezzettino del loro cuore per aiutare le vittime del ponte Morandi, una tragedia che, purtroppo, rimarrà scritta nella storia della città e dell’Italia.

Lo sport abbraccia Genova

La serie A è entrata in campo con “Genova nel cuore”, non solo i giocatori ma anche allenatori ed ufficiali di gara, tutti hanno voluto indossare la t-shirt per sottolineare la propria vicinanza. Ma non solo il calcio ha voluto dare il suo supporto per questa tragedia, anche la pallanuoto si è stretta intorno alla città. Addirittura, venerdì 21 e sabato 22 settembre, sono state le squadre stesse a pagare il biglietto d’ingresso ai tifosi per assistere al massimo campionato nazionale di pallanuoto. Addirittura, in fase di rinnovo delle iscrizioni, la squadra biancorossa di pallanuoto proporrá ai giovani tesserati di acquistare almeno una maglietta per beneficenza.

E anche Valentino Rossi ha voluto essere presente. Durante l’attesa del rinvio del Gran Premio di Gran Bretagna a causa del maltempo, si è mostrato in TV con in mano una maglietta “Genova nel cuore”. Il gesto è stato seguito anche da Dovizioso, Iannone, Petrucci e Morbidelli.

E anche la scuderia Ferrari ha voluto ricordare ed omaggiare le vittime della tragedia con un messaggio posto direttamente sulle auto di Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen. Durante il GP del Belgio, il logo del cavallino rampante unirá le due parti di ponte e sará accompagnato dalla scritta “nei nostri cuori”.

Il mondo dello sport ha quindi dato una risposta forte e sentita nei confronti di questa tragedia. Per un attimo gli occhi dei tifosi si sono staccati dalle loro scommesse e si sono concentrati invece sul segno che gli sportivi hanno voluto trasmettere. Approfittare dei migliori bonus per vincere, per un momento, non è più stato il pensiero dei tifosi e tutti hanno deciso di abbracciare Genova.

Ponte Morandi: ma cos’è successo davvero?

Il crollo del Ponte Morandi a Genova ha sconvolto il mondo, ma la causa non è ancora stata accertata. Ciò che è certo è che questo ponte necessitava spesso di manutenzioni e alcuni video risalenti a pochi giorni prima del crollo in cui si vedono crepe sospette hanno cominciato a circolare in rete.

I ponti sono tendenzialmente le strutture più sicure, più sicure anche di edifici e dighe. Il rischio di morte per un crollo del ponte è di circa uno su 100 milioni all’anno, che è circa 100 volte meno probabile che essere colpiti da un fulmine. E dato che esistono circa 1 trilione di ponti, il rischio in termini di esposizione è notevolmente basso. Ciononostante, queste statistiche provengono da un periodo in cui la maggior parte dei ponti costruiti era relativamente “giovane”. Molti dei ponti delle nazioni sviluppate sono ormai alla fine della loro durata di vita per cui erano stati progettati. Molte di queste infrastrutture in Italia ha ormai superato i 50 anni di vita ed un’opera di demolizione e ricostruzione sarebbe altamente raccomandabile. Questo peró rappresenterebbe un costo di decine di miliardi di euro.

Pericoli naturali, sovraccarichi, deterioramento sono le cause principali del collasso di un ponte. Ma non ci sono assoluti – la scienza dell’ingegneria non è perfetta, e c’è ancora molto che non si sa. Sul Ponte Morandi ancora si indaga.