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Crollo ponte, sabato il corteo da piazza della Vittoria a De Ferrari: “Dalla tragedia del ponte una spinta per un nuovo senso di comunità”

L'idea: "Ricostruire i monconi rotti che sono anzitutto nella testa della persone"

Genova. Un corteo senza bandiere, ad eccezione di quella di San Giorgio che pare sia andata a ruba, civico e “dal basso” che sfilerà da piazza della Vittoria a piazza De Ferrari. E’ quello organizzato dall’associazione Riprendiamoci Genova insieme a Emergente e a Che l’Inse per sabato 13 ottobre.

In realtà la manifestazione era stata pensata subito dopo il crollo del ponte: “Era stata un’idea sorta nell’immediatezza della tragedia sulla base di una spinta emotiva e che aveva avuto immediate risposte da parte dei cittadini – spiega Filippo Biolé, uno degli organizzatori – poi siamo stati posti davanti a problemi veri di tipo logistico e alla necessità comunque di non creare ulteriori disagi ai cittadini”. L’idea è quella, ancor prima di rivendicare qualcosa, di “smuovere il senso civico della città perché quello che è crollato è più di un ponte, sono le certezze di una società civile – spiega – e il ponte dobbiamo ricostruirlo anzitutto tra di noi, in una città maestra di particolarismi, che ha la presunzione di chiamarsi Superba ma spesso si autoesclude”.

Il ponte come simbolo, quindi, di rottura e di potenziale rinascita: “Abbiamo toccato il baratro perché il crollo del ponte è in qualche modo il fallimento totale di un certo modello di società e questa è l’occasione per ripartire ricreando i monconi rotti che sono anzitutto nella testa delle persone”. A De Ferrari tanti interventi della società civile con l’obiettivo ambizioso di dare vita pezzo dopo pezzo alle spinte propulsive che dal basso credono nella rinascita della città”.

Nel documento che spiega il senso della manifestazione questo concetto è chiaro: “Presi dalla vita di tutti i giorni, dai nostri fatti privati, ci siamo dimenticati di essere una città, una comunità, un popolo, che può e deve far sentire la sua voce. E pretendere di essere ascoltato. Che la tragedia di Ponte Morandi serva da sveglia”. Una sveglia che potrebbe suonare sabato pomeriggio, se i genovesi vorranno ascoltarla e sceglieranno di essere in piazza.

Tra le associazioni che hanno dato la loro adesione formare ci sono Anpi, il Cesto, Massoero, Giardini Luzzati, Unione degli studenti, comitato sfollati, Se non Ora Quando e Progetto Genova. Sindacati e Confindustria, cosi come Arci, hanno deciso di invitare i loro iscritti a partecipare ma di non aderire formalmente.