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Crollo ponte, positive prove ‘tecniche’ per rientro. Sfollati: “Sei ore per recuperare una vita” fotogallery

Genova. Sopralluogo tecnico questo pomeriggio in via Porro di vigili del fuoco e protezione civile, insieme ai referenti di ogni condominio e alla ditta che con i montacarichi coadiuverà il rientro temporaneo degli abitanti degli edifici sfollati per portare via più cose possibili.

“Vogliamo essere pronti per quando la commissione darà il via libera – spiega il consigliere delegato alla protezione civile di Tursi Sergio Gambino – per questo stiamo provando gli accessi agli appartamenti”.

I tempi per il rientro al momento restano di due ore a famiglia con accessi (due persone per nucleo) in contemporanea per sei appartamenti alla volta. “Secondo il nostro calcolo e se non ci sarà maltempo contiamo di finire il primo giro dei 253 appartamenti evacuati in 10 giorni”.

Per ogni famiglia dovrebbero essere possibili fino a tre accessi: “Contiamo di terminare questo maxi trasloco in 30-35 giorni da quando avremo il via libera” ha spiegato Gambino. Intanto i vigili del fuoco stanno predisponendo un piano di evacuazione: “Chi entra nelle case dovrà essere istruito per poter evacuare in 4 minuti se ci sarà qualche rischio rilevato dai sensori”.

Gli oggetti che gli sfollati sceglieranno di portare via saranno messi all’interno di scatole numerate di cui le famiglie saranno fornite che verranno posizionate sul montacarichi. Da lì gli scatoloni saranno caricati su furgoni e porteremo tutto nel magazzino. Le operazioni cominceranno dagli edifici più esterni rispetto al ponte: “Così in questo modo avremo modo di monitorare gli edifici che si trovano sotto il ponte”.

“Quando rientreremo in casa sarà una corsa contro il tempo e certamente saremo presi dal panico. Sei ore per recuperare una vita non sono molte” dice Loredana Borghesi, che abita al primo piano di via Porro 5.

via porro, zona rossa, sopralluogo trasloco

Oggi, come ogni giorno, è qui a guardare casa sua dal limite della zona rossa: “Quella è casa mia – dice indicandola – ci è nato mio papà, ci sono nata io e ci sono nati i miei figli. In casa ho un muretto con le impronte delle manine dei miei figli, quello non potrò portarlo via, ma almeno potrò fare una foto”.

Anche Maurizio Intiso abita nello stesso stabile e come Loredana nelle prime ore era riuscito a portar già via qualcosa: “Abito lassù – spiega mostrando l’appartamento al settimo piano – noi dovevamo partire per le ferie il 16 agosto e avevamo le valigie in terra. Quando è caduto il ponte ho detto a mia moglie: prendiamo un po’ di cose e siamo scappati, ma la mia vita è ancora lì”.

Tra i referenti degli abitanti che hanno accompagnato questo pomeriggio vigili del fuoco e protezione civile nelle prove tecniche c’è Franco Conti: “Io in casa mia non ci sono più rientrato perché quanto è crollato il ponte ero in ferie. Sarà difficile scegliere cosa portare via e pensare a tutto quello che della nostra vita resterà lì”.