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Sanità, accordo regione, prefettura e Asl3 per sicurezza Rems di Pra’

Genova. Rafforzare le misure di sicurezza non solo a livello perimetrale, come previsto dalla legge, ma anche all’interno della struttura grazie ad una sempre maggiore collaborazione tra il personale sanitario e le forze dell’ordine: con questo obiettivo la Liguria ha sottoscritto oggi, tra le prime regioni in Italia, un accordo specifico con la Prefettura di Genova e la Asl3 Genovese, individuando le procedure operative che verranno attuate per gestire eventuali situazioni critiche all’interno della Residenza provvisoria per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) di Genova Pra’, destinata a 20 soggetti sottoposti a misure di sicurezza detentive, autori di reato con patologie psichiatriche incompatibili per legge con la detenzione in carcere.

“Questo documento – sottolinea la vicepresidente e assessore regionale alla Sanità e Sicurezza Sonia Viale – è frutto di un lungo lavoro di confronto tra i rappresentanti del Dipartimento Salute di Regione, di Alisa, della Prefettura, del Dipartimento Salute Mentale di Asl3 e della Magistratura di sorveglianza. In questo modo vengono stabilite linee di comportamento da tenere sia da parte del personale sanitario sia da parte delle forze dell’ordine: si tratta di una sorta di decalogo, di disciplinare che stabilisce ‘chi fa cosa’ in determinate situazioni di potenziale rischio, per prevenire emergenze o pericoli. Si tratta di un documento all’avanguardia, a tutela degli ospiti, del personale sanitario altamente specializzato, di eventuali visitatori e anche dei residenti della zona”.

L’accordo odierno segue quello siglato nel 2017 relativo alla sorveglianza esterna ovvero ai servizi di sicurezza e vigilanza perimetrale della Rems provvisoria di Genova Prà, attiva dal febbraio dello scorso anno in attesa dell’apertura, prevista nei primi mesi del 2019, della Rems definitiva della Liguria, a Calice al Cornoviglio, nello spezzino.

Nel documento vengono individuate le procedure operative di collaborazione tra il personale sanitario e il personale delle forze dell’ordine in caso di situazioni critiche all’interno della struttura, con la possibilità per il dirigente medico di attivare l’intervento attraverso una linea telefonica dedicata.

In particolare, l’accordo è suddiviso in paragrafi che considerano specifiche situazioni: il comportamento aggressivo posto in essere da un ospite che determini seri rischi per l’incolumità fisica propria o del personale sanitario, la fuga o l’allontanamento non concordato di un ospite, il trasferimento dei pazienti, altre condizioni di potenziale rischio per la sicurezza conseguenti ad azioni di persone diverse dagli operatori e dai pazienti, la formazione degli operatori di polizia con percorsi ad hoc a carico di Regione Liguria e la possibilità di integrare il documento, sulla base dell’esperienza maturata in fase di attuazione.