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Porto, l’allarme degli armatori, Genova in ritardo sul Gnl: “AdSP che sta facendo?”

Nel capoluogo ligure non si è mai presa una decisione

Genova. Il porto di Genova non si sta muovendo con la necessaria rapidità per dotarsi di strutture in grado di rifornire le nuove navi alimentate a gas naturale liquefatto (Gnl) e questo potrebbe costare caro allo scalo del capoluogo ligure.

A lanciare l’allarme sono i rappresentanti di alcune importanti compagnie marittime, intervenuti durante una cena-convegno organizzata dal Propeller Club e dedicata proprio allo sviluppo delle infrastrutture per il Gnl.

“Genova non si sta muovendo in tempo, e rischia di essere tagliata fuori” ha dichiarato Antonio Campagnuolo, Marine operations director di Gnv (società parte del gruppo Msc). “Per i nostri nuovi traghetti di costruzione cinese l’idea era quella di optare per l’alimentazione a gas, ma almeno per le prime 4 unità questo non sarà possibile, proprio perché nelle aree in cui operiamo mancano ancora le strutture per effettuare il bunkeraggio di Gnl”.

Dello stesso avviso è Franco Porcellacchia, vicepresidente di Carnival Corporation, il gruppo crocieristico americano che controlla Costa Crociere: “Le nostre prime navi a Gnl saranno operative già entro la fine di quest’anno e toccheranno anche porti italiani, ma saranno costrette a fare rifornimento di Gnl a Barcellona”.

Anche l’armatore genovese Marco Novella sottolinea la lentezza di reazione del porto: “Mentre l’autorità marittima si sta dando da fare, con un tavolo tecnico appositamente organizzato dalla Capitaneria, l’Autorità di Sistema Portuale non sta facendo altrettanto. Speriamo che anche Palazzo San Giorgio decida di muoversi rapidamente”.