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Ponte Morandi, un mese per i sensori ma l’ok agli sfollati per rientrare a casa potrebbe arrivare prima

Intanto Autostrade domani consegnerà alla Regione un progetto di demolizione e ricostruzione del viadotto

Genova. Prosegue senza troppi intoppi l’installazione dei sensori, prismi e stazioni topografiche, che dovranno analizzare la stabilità dei tronconi di ponte Morandi ancora in piedi. Le operazioni sono iniziate il 14 settembre e per essere ultimate servirà complessivamente un mese circa di tempo, condizioni meteo permettendo. E’ possibile, però, che già nel giro di una settimana possano arrivare i primi dati relativi alla pila 10, il pilone del viadotto che ancora insiste sui palazzi del Campasso.

I sensori, acquistati dalla struttura commissariale retta da Giovanni Toti, sono adesso una partita gestita dal Comune, dal punto di vista decisionale, e dai vigili del fuoco, da quello operativo. Serviranno, innanzitutto, per verificare le condizioni di sicurezza di chi dovrà lavorare alla demolizione, ma anche per valutare quando e come sarà possibile far rientrare gli sfollati nelle loro case, nella zona rossa attorno sotto il troncone Est, per recuperare beni e oggetti personali. Quindi, possibile che non debbano aspettare un mese come fatto filtrare da alcune ipotesi ufficiose.

Intanto Autostrade avrebbe pronti sul tavolo due progetti, uno più lungo e uno più rapido, di demolizione e ricostruzione del viadotto Polcevera. Autostrade consegnerà il progetto definitivo alla Regione nella giornata di domani.