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Genova nel cuore: la città si stringe nel giorno del ricordo

43 morti, 566 sfollati e una città spezzata che vuole rialzarsi. Alle 11.36, a un mese dal crollo la città si ferma per un minuto, al pomeriggio celebrazione a De Ferrari

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Genova. Oggi a Genova sarà il giorno del ricordo. A un mese dal disastro ancora i genovesi faticano ad accettare quello che è accaduto: il ponte Morandi per i genovesi era “il” ponte, quello che attraversavi sapendo che “eri arrivato a casa”, quello sotto il quale gli abitanti della Valpolcevera passavano ogni giorno da 50 anni, 51 per l’esattezza. Quel ponte, meraviglia di ingegneria ma soprattutto arteria cruciale per la viabilità autostradale e cittadina non poteva e non doveva crollare. E così nei primi minuti dopo la tragedia in tanti hanno pensato a uno stupido scherzo, a un fotomontaggio quando le prime immagini hanno cominciato a circolare su Facebook. Invece, era tutto tragicamente vero.

Crollato ponte Morandi a Genova

Sono le 11.36 del 14 agosto. C’è traffico sul ponte anche se molti genovesi sono in vacanza. Ma ci sono gli imbarchi ai traghetti e soprattutto si sa che a Genova, quando diluvia come in quella maledetta mattina di piena estate, c’è sempre traffico. Piove forte sul ponte, si fatica a vedere la strada. I testimoni, i primis gli automobilisti che si trovavano sul ponte e che si sono salvati raccontano che l’asfalto ha cominciato a tremare poi è venuto giù tutto. Chi ha visto lo strallo del pilone 9 staccarsi per primo, chi ha visto un bagliore come se il ponte fosse stato colpito da un fulmine (dato poi smentito già nelle prime fasi di indagine), chi da distante ha visto una nuvola di polvere e poi le macerie dentro il torrente.

Le macerie appunto che hanno travolto e schiacciato 43 persone: donne e uomini che andavano al lavoro, giovani e famiglie con bambini che andavano o tornavano dalle vacanze. 43 morti le cui famiglie continuano a piangere, ma con forza ora chiedono giustizia.

Crollato ponte Morandi a Genova

Le vittime
Sono Cristian Cecala, la moglie Dawna e la figlia Kristal, di 9 anni, di Oleggio (Novara). Tra i recuperati tra le macerie anche Mirko Vicini, 30 anni, di Genova, operaio Amiu. Marian Rosca, camionista romeno di 36 anni: il giorno del disastro era morto il collega e connazionale che viaggiava con lui, Anatoli Malai, di 44 anni. Tra le vittime c’è una famiglia di Pinerolo: Andrea Vittone, nato a Venaria Reale, 50 anni, la moglie Claudia Possetti, nata a Pinerolo, 48 anni, i figli della donna Manuele e Camilla di 16 e 12 anni. Un’altra famiglia sterminata da ponte Morandi è quella dei Robbiano che vivevano a Campomorone (Genova): il padre Roberto, 44 anni, nato a Genova, la madre Ersilia Piccinino, 41 anni, nata a Fersale (Catanzaro), il figlio Samuele, 8 anni.

E ancora: Andrea Cerulli, 48 anni, di Genova; Elisa Bozzo, 34 anni, nata a Genova e residente a Busalla (Genova); Francesco Bello, 42 anni, di Serrà Riccò (Genova); Alberto Fanfani, 32 anni, nato a Firenze, fidanzato con Marta Danisi, 29 anni, nata a Sant’Agata di Militello (Messina); Stella Boccia, 24 anni, nata a Napoli e residente a Civitella Val di Chiana e il fidanzato Carlos Jesus Erazo Truji, 27 anni peruviano. Poi ci sono i quattro amici di Torre del Greco (Napoli): Giovanni Battiloro 29 anni, Antonio Stanzione, 29 anni, Gerardo Esposito, 27 anni e Matteo Bertonati, 27 anni.

Tra le altre vittime: Giorgio Donaggio, 57 anni, nato a Genova e residente a Toirano (Savona), Alessandro Campora, 55 anni, nato a Genova, Giovanna Bottaro, 43 anni, di Novi Ligure (Alessandria), Vincenzo Licata, 58 anni, nato a Grotte (Agrigento), Luigi Matti Altadonna , 35 anni, nata a Genova, Angela Zerilli, 58 anni, nata a Corsico (Milano), Gennaro Sarnataro, 43 anni, nato a Volla (Napoli), Alessandro Robotti, 50 anni, nato a Alessandria, Bruno Casagrande, 57 anni, nato a Antonimina (Reggio Calabria) residente a Genova, collega di Mirko Vicini in Amiu.

Poi ci sono le vittime francesi: Axelle Place 20 anni, Nathan Gusman 20 anni, Melissa Artus 22 anni, William Pouza 22 anni. I morti cileni sono Juan Ruben Figueroa Carrasco 59 anni residente a Genova, Leyla Nora Rivera Castillo 48 anni, Juan Carlos Pastenes 64 anni. Due i morti albanesi: Admir Bokrina 32 anni, Marius Djerri 22 anni. Nell’elenco c’è anche il colombiano Henry Diaz Henao, 38 anni.

Cinquecentosessantasei sfollati
Gente che abitava sotto il ponte o a pochi metri e che ha dovuto lasciare in fretta e furia case, ricordi, pezzi di vita. Tra loro anziani, disabili e in generale persone dalle disponibilità economiche limitate. Tra una settimana forse potranno tornare per poche ore per recuperare vestiti e poco mobilio, le istituzioni locali le hanno sistemate in abitazioni temporanee, ma la loro vita non sarà più la stessa.

traffico genova dopo crollo

La città spezzata
Oltre al cuore spezzato i genovesi si sono ritrovati una città spezzata in due con la Valpolcevera divenuta improvvisamente irraggiungibile e il caos totale per spostarsi da ponente a levante. Le istituzioni locali stanno lavorando senza sosta per aprire strade, chiudere cantieri, ritornare a una parvenza di normalità. Ma non è facile e lunedì’ con l’apertura delle scuole si prevede il caos.

L’inchiesta
Testimonianze di persone informate sui fatti, interrogatori degli indagati, ma anche e soprattutto un corposo esame documentale, dalle mail alle chat nelle quali si parlava di “criticità” in relazione al Ponte Morandi, il viadotto crollato il 14 agosto scorso, nel quale sono morte 43 persone. Gli investigatori stanno esaminando la posta elettronica della società Autostrade e di Spea Engineering (del gruppo Atlantia) a partire dal 2015. Poi, in un secondo momento passeranno al setaccio anche le mail del ministero e del provveditorato. Da ricordare che già nel 2015 Autostrade chiese uno studio sulla ‘salute’ del ponte Morandi a Cesi, nota società di consulenza ingegneristica e strutturale.  Secondo quanto si apprende ci sono persone che in alcune mail avevano segnalato “criticità” riguardo al viadotto, ma queste dovranno poi essere contestualizzate e precisate, programmando futuri interrogatori. Per venerdì sono previsti i primi quattro. I sostituti procuratori Massimo Terrile e Walter Cotugno hanno scelto di cominciare con i membri del comitato tecnico del provveditorato alle opere pubbliche di Liguria, Piemonte e Valle D’Aosta: Antonio Brencich, Bruno Santoro, Mario Servetto e Giuseppe Sisca. Poi, forse lunedì, sarà la volta di Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade.
E’ possibile che il numero di indagati aumenti”. ha detto il procuratore capo Francesco Cozzi. Quella sul ponte Morandi “è un’indagine estremamente articolata e complessa per la quantità del materiale probatorio acquisito o da acquisire” ha detto il procuratore “Ci sono le evidenze di video, foto e testimonianze, l’acquisizione di progetti e piani di manutenzione, verbali effettuati in passato, accertamenti in corso con consulenza tecnica complessa” ha aggiunto il procuratore che ha anche ricordato “anche il grande lavoro che sta facendo la guardia di finanza”. A tutto ciò si aggiunge “l’esame dei testimoni, dei tecnici, delle persone informate e delle persone sottoposte a indagine”. “Solo per archiviazione della parte digitale, video e informatica l’ufficio si deve attrezzare con strumenti appositi che consentano di aver una capacità di memoria sufficiente a contenerli”.

La giornata
Genova si ferma per ricordare le 43 vittime del crollo con due momenti organizzati da Regione Liguria e Comune di Genova: alle 11.36, ora esatta del crollo, la città si ferma per un minuto di silenzio in memoria delle vittime. Previsti annunci sonori e visivi nelle stazioni; tutti i treni fermi fischieranno, le campane delle chiese e le sirene del porto suoneranno in questo momento di raccoglimento. Le bandiere del Palazzo della Regione e di Tursi saranno ammainate in segno di lutto. Durante il minuto di silenzio: il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti, il sindaco di Genova Marco Bucci, il Prefetto Fiamma Spena e monsignor Nicolò Anselmi, vicario del Cardinale Angelo Bagnasco saranno a Ponte Morandi. Alle 17.30 appuntamento in piazza De Ferrari con la lettura dei 43 nomi delle vittime da parte dell’attore genovese Tullio Solenghi, accompagnato dagli archi dell’orchestra del teatro Carlo Felice, con monsignor Anselmi che porterà il saluto del Cardinale di Genova Angelo Bagnasco.
Dal palco testimonianze di vigili del fuoco, forze dell’ordine, volontari, pubbliche assistenze e sfollati che hanno vissuto in prima linea la terribile giornata del 14 agosto. L’attore genovese Luca Bizzarri leggerà una delle storie legate al ponte da lui raccolte, con la presenza di Dori Ghezzi e dei testi delle canzoni di Fabrizio De André. Interventi istituzionali da parte del presidente Toti e del sindaco Bucci. La manifestazione si chiuderà sulle note di Ma se ghe penso, uno degli inni della Superba. Alla cerimonia parteciperà anche il presidente del consiglio Giuseppe Conte che presenzierà anche alla messa solenne in cattedrale a partire dalle 19.