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Fondi Lega, pm in Lussemburgo sul presunto riciclaggio

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Genova. I magistrati genovesi hanno sentito sei persone nel corso della rogatoria in Lussemburgo per indagare sul presunto riciclaggio di una parte dei fondi ottenuti dalla Lega con la presunta maxi truffa ai danni dello Stato messa in piedi da Umberto Bossi e l’ex tesoriere Francesco Belsito. 

Si tratta di dipendenti e funzionari delle fiduciarie lussemburghesi su cui sarebbero stati investi 10 milioni di euro, di cui poi tre euro fatti rientrare, secondo l’ipotesi investigativa, a inizio 2018. In pratica, gli investigatori genovesi ipotizzano che nel 2016 la banca Sparkasse, attraverso intermediari, abbia collocato la cifra presso la fiduciaria Pharus Management Lux Sa e la Edmond de Rothschild le quali, a loro volta, le avrebbero investite in altre fiduciarie. 

Gli inquirenti stanno ricostruendo la catena dei vari passaggi, chi fece le operazioni e per conto di chi. Ma anche come si formano questi fondi, come sono gestiti e quali sono i beneficiari. Per questo nelle prossime settimane verranno sentite altre persone. Al vaglio degli inquirenti ci sono comunque altre operazioni parallele gestite dalle stesse persone.

A fine gennaio 2018 la banca Sparkasse chiede il rientro di tre milioni di euro investiti in Lussemburgo presso la fiduciaria Pharus Management Lux Sa e presso la Edmond de Rothschild. La richiesta arriva 20 giorni dopo la fine dei primi sequestri da parte della guardia di finanza di Genova sui conti della Lega in tutta Italia. Le due cifre coincidono e la circostanza fa partire la segnalazione di operazione sospetta di rientro di “possibili depositi della Lega occultati tramite la Sparkasse”, scrivono i due istituti lussemburghesi. La cifra entra poi in Italia effettivamente subito dopo le elezioni. Su questa circostanza indagano i magistrati genovesi che hanno ipotizzato un riciclaggio di una parte fondi del partito fondato da Umberto Bossi ottenuti con la maxi truffa ai danni dello Stato. 

I magistrati vogliono capire perché però è stata segnalata solo l’operazione in uscita e non quella in entrata, avvenuta a fine 2016, quando vennero investiti 10 milioni di euro